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I.F.A.
Percorso Tecnico
Percorso Amministrativo

  Legge Galli - Percorso Amministrativo - clicca sugli argomenti d'interesse:

   Premessa
   Il progetto a matrice comune
   Il Programma di ordine generale
   Il Progetto - Variazioni di ordine amministrativo
   Il Progetto finanziato
   I gruppi di lavoro (e Allegato)
   Il Consorzio e i Gruppi di lavoro

  Allegati

   Informazioni generali
   Schemi amministrativi
   Schemi tecnici

 

 

 

 

 

 

 

Premessa (torna su)

Lo scopo di questa pubblicazione è di fornire della documentazione valida per un probabile percorso amministrativo,il quale può essere seguito da Aziende di Stato interessate al processo di privatizzazione tramite la trasformazione degli Enti
pubblici in S.p.A. a capitale misto.
Valido supporto sarà inoltre il CD-ROM dell'associazione I.F.A. per i privati che intendono partecipare a questa
evoluzione.
Le proposte di seguito presentate trovano conferma nei seguenti
riferimenti normativi:

-Legge 36/94 art. 23, comma 1 e 2 - art. 10, comma 5.
-Legge 549/95 art. 1, comma 83.
-Decreto Presidenziale 533/96
-Legge 157/95 artt. 4; 6; 7; 14; 15; 17; 20; 32 - allegati 3; 4; 6.
-Legge 109/94 art. 2 comma a e b; artt. 7; 8; 10; 11; 12; 13;14; 16; 17; 18; 19. e  successive modifiche legge 216/95
-Proposta di legge 1275/96
-Proposta di legge 1411/96
-Legge 498/92
-Legge 142/90

Il progetto a matrice comune (torna su)

Premesse

Per esplicitare la dizione "progetto a matrice comune" alleghiamo il seguente programma operativo che contiene uno schema di intervento sul territorio nazionale a partire dal settore idrico ove abbiamo maturato le nostre esperienze di lavoro.Con il programma di seguito riportato, non intendiamo sostituirci a nessuno, ma soltanto offrire un suggerimento tecnico nella realtà ove quotidianamente operiamo.Gli aspetti tecnici del problema, abbiamo ritenuto possano aiutare a far chiarezza sulle attuali perplessità circa la destinazione dell'intervento pubblico nel settore idrico: nuovi progetti o recupero del patrimonio? La contrapposizione viene ad essere troppo avanzata rispetto alla realtà oggettiva. Il vero problema non risiede nell'alternativa di costruire nuove dighe o di fare la ricerca perdite, ma ancora più a monte; accertare se le dighe servono o se gli acquedotti perdono. La conoscenza delle condizioni reali del territorio, delle strutture civili e di quelle idriche in particolare, è sempre stato un problema tacitamente accantonato perchè, erroneamente, si è ritenuto che non portasse a risultati utili immediati. La moderna tecnologia, facendo luce su alcuni aspetti tecnici, va a migliorare la visione di insieme dei problemi orientando le scelte a modelli razionali di intervento.

Programma Operativo del Progetto a Matrice Comune

Civiltà millenarie hanno portato sul nostro territorio la sovrapposizione di strutture civili di ogni genere che formano un patrimonio di vario interesse. Gli ulteriori apporti
tecnologici non possono essere messi in atto ignorando quanto già esiste. Questo principio, apparentemente scontato, in realtà non viene mai considerato in quanto la conoscenza della realtà oggettiva comporterebbe oneri gravosi non giustificabili per un singolo intervento.
Le naturali disponibilità idriche, lo stato degli impianti, la
qualità dell'acqua e del servizio di fornitura, sono elementi che meritano di essere conosciuti analiticamente. Queste realtà, in quanto si riferiscono al patrimonio collettivo per l'erogazione del servizio idrico, formano un problema di ordine
generale che merita attenzione da parte dell'autorità politica.

Noti questi parametri si possono definire programmi di intervento e progetti di gestibilità. Il programma operativo viene ad articolarsi secondo le seguenti
fasi:Quadro conoscitivo - Quadro di intervento - Quadro di gestione

Il Quadro conoscitivo

Il quadro conoscitivo consiste nel complesso delle operazioni di rilievo tecnico delle variabili idrologiche degli impianti e nell'impacchettamento dei dati per ordine logico al fine di comporre un'unica matrice informatica completa degli elementi funzionali. A questi dati vanno associati i consumi energetici per comporre un quadro di gestibilità economica. L'unificazione su scala nazionale delle tecniche e delle
metodologie di intervento oltre che dei materiali e dei sistemi da utilizzare fanno emergere la necessità di costituire, preventivamente, una autority ad hoc, e la definizione di una normativa tecnica per il settore.
Il problema idrico ha carattere di unicità e pertanto non può essere visto con limitazioni territoriali o con confini
amministrativi. L'unico riferimento oggettivo può individuarsi negli ambiti naturali della risorsa o nell'apparato distributivo del servizio.
Le operazioni che interessano il quadro conoscitivo sono:

1. Centri Elaborazione Dati CED a gerarchia di dialogo (comunali, regionali, di bacino,     nazionali)
2. Cartografia delle strutture
3. Stazioni di monitoraggio

I Centri Elaborazione Dati "CED"

sono costituiti da terminali di flusso ove i dati provenienti dalle stazioni di monitoraggio arrivano on-line per evidenziare i parametri idraulici e memorizzano le informazioni pervenute. I terminali sono in collegamento tra loro e tramite un programma operativo controllano i dispositivi periferici di regolazione modulando l'erogazione dell'acqua in ordine alla domanda degli utenti ed alla disponibilità della riserva. I dati registrati vanno a formare memorie storiche circa ogni variabile monitorata e per singola stazione. I segnali di allarme sono evidenziati in forma eclatante con possibilità di trasferimento a domicilio di autorità interessate
(Stazione Carabinieri, Prefettura, Protezione civile, etc.).

La Cartografia delle Strutture

Utilizzando i rilevamenti aerofotogrammetrici già disponibili si possono comporre su supporto informatico mappe territoriali con trasferimento delle strutture a servizio civile quali acquedotti, fogne, etc.. Il Sistema Informativo Territoriale sviluppato per la cartografia numerica, funziona in ambiente AutoCAD ormai ampiamente diffuso in tanti settori, permette di caricare dati grafici e geometrici con dovizia di particolari, intere strutture idriche e tutti i dispositivi tecnici.

Le stazioni di monitoraggio

Monitorare gli impianti è sempre stata un'esigenza molto sentita, messa in atto però con mezzi inadeguati. La moderna tecnologia consente invece di rilevare, trasferire a distanza e memorizzare un volume enorme di dati in assenza dell'uomo e con
assoluta imparzialità. Le attuali stazioni di monitoraggio a servizio degli acquedotti
sono in grado di rilevare dati quali la portata, la temperatura, la pressione, e la qualità dell'acqua in una determinata sezione idrica e di trasmettere via modem i dati di flusso ad un CED. Sono in grado di funzionare sia in presenza di energia elettrica sia in sua assenza e possono trasmettere i dati via cavo o per via satellitare. L'insieme delle operazioni che interessano il quadro conoscitivo portano a comporre il Sistema di Telecontrollo Automatico del Territorio STAT, attraverso il quale è possibile gestire un intero impianto secondo principi di efficienza e di rispetto delle naturali risorse.
Il quadro conoscitivo del quale oggi si avverte la mancanza per avviare una programmazione seria di intervento sugli impianti,
rappresenta il primo passo verso l'innovazione tecnologica del settore. La disponibilità di banche dati agevola qualsiasi intervento con riduzione dei costi ed ottimizzazione del servizio.

Il Quadro di intervento

Qualsiasi intervento sugli acquedotti non può prescindere dalla conoscenza degli elementi funzionali degli stessi. Il complesso delle informazioni, acquisite nella fase conoscitiva, diventa l'oggettivo riferimento per stabilire graduatorie di interventi
sia per la ricerca delle perdite sia per la costruzione di nuove infrastrutture.
Anche le naturali disponibilità, ovunque dislocate, vengono ad essere considerate in un piano generale di distribuzione evitando sommarie contrapposizioni di parte. Le società di ingegneria, disponendo di un oggettivo riferimento, possono adeguare scelte progettuali ed interventi tecnici a programmi definiti di esercizio, con garanzia di
efficienza dei loro progetti.

Il Quadro di gestione

Facendo riferimento alla legge Galli il presente programma va a considerare la prevista figura del Gestore del servizio idrico integrato. Chiunque esso sia, pubblico o privato, il gestore per assicurare un servizio efficiente con ritorno dei capitali impegnati ha bisogno di conoscere lo stato di salute degli impianti, il costo degli opportuni interventi, e le condizioni di disponibilità della risorsa. Tutto questo per calcolare i costi di intervento, di manutenzione e di gestione, da cui verrà a dipendere poi il prezzo dell'acqua agli utenti. Anche la suddivisione del territorio in ambiti ottimali non può essere affidata a parametri geografici o amministrativi, ma
preferibilmente a dati funzionali di esercizio del servizio idrico integrato.
La definizione degli ATO fatta secondo schemi amministrativi ha dimostrato i suoi limiti già prima di nascere, perchè sulla carta essi risultano piccoli, ma nella realtà contengono una serie di situazioni locali non chiare in vista di una gestibilità efficiente ed economica. Una realtà oggettivamente trasparente si dimostra, in ultima analisi, utile a tutti quanti hanno interesse ad operare in modo serio e consapevole.

Il Programma di ordine generale (torna su)

L'acqua è un bene ambientale e non può essere assoggettato alla logica del mercato dei beni di consumo. E' più esatto invece parlare di umana fruibilità entro il suo naturale ciclo. Il tratto che ne segna l'utilizzo a scopi civili va considerato
nella sua interezza (captazione, distribuzione, depurazione e reimmissione in natura).
Anche i costi degli impianti e della loro gestione non possono essere divisi per segmenti. Il prezzo finale all'utente sarà comprensivo di un intero servizio reso lungo tutto il ciclo. Visto il carattere unitario del problema, anche le sue proiezioni tecniche e gestionali vanno unificate. Non vi è distinzione tra acquedotto, fognatura e depuratore ne' in fase tecnica ne' in fase gestionale in quanto trattasi di fasi successive di un unico servizio. L'unificazione delle strutture in un unico plesso capace di erogare il servizio idrico, è un problema facilmente intuibile che però nella realtà incontra notevoli difficoltà. Queste vengono tutte dal territorio ove si assiste ad una miriade di situazioni diversamente collocate. A paesi sitibondi
fanno riscontro oasi felici e le strutture di distribuzione sono a tratti efficienti ed a tratti obsolete e malsane. La presenza poi di Enti territoriali ed Autorità amministrative aventi competenze sull'acqua vanno a complicare ulteriormente il
problema. Intervenire in una realtà così composta è impossibile se prima non si fissano schemi operativi di intervento ed attribuzioni di poteri.
Uno schema sommario potrebbe individuarsi nella distinzione delle competenze in:

Competenze di ordine generale:

- normative tecniche
- controllo nella qualità del servizio
- autority nell'utilizzo della risorsa
- monitoraggio

Competenze di ordine particolare:

- progettazioni degli interventi
- modelli distributivi
- gestione

Le competenze di ordine generale sono demandate allo Stato ed esercitate attraverso pubbliche autorities, organismi di tutela e di controllo. Le competenze di ordine particolare sono invece demandate a Soggetti localmente costituitisi per l'esercizio e la gestione del servizio idrico integrato.
La risistemazione del settore spetta in via principale al potere politico attraverso la costituzione di pubbliche autorità, peraltro già previste nel nostro ordinamento giuridico, che facendo proprie le competenze di ordine generale, creino condizioni di oggettiva trasparenza ed agibilità per tutti soggetti interessati a penetrare nel programma di sviluppo. Va infine segnalata la necessità di sostenere una grossa
campagna di informazione finalizzata a rendere partecipi tutte le energie umane, finanziarie e professionali disponibili con attivazione congiunta del mondo della cultura. Tale intervento dovrà chiarire che si intende attivare un nuovo modello di
sviluppo economico capace di offrire migliori condizioni di vita e numerosi posti di lavoro e non solo una lievitazione della bolletta ai consumatori.

Il Progetto - Variazioni di ordine amministrativo (torna su)

Allo stato attuale la separazione tra pubblico e privato, in fatto di acqua, è fissato a livello del rubinetto di casa. Questo avviene in ambito domestico è un fatto privato mentre quanto avviene prima, lungo la rete di distribuzione fino alla
sorgente, è di pubblica competenza. Con il presente progetto si intende arretrare questo punto a livello dell'Ambito Territoriale Ottimale il quale all' incirca coincide per ampiezza al territorio della provincia. In questo modo le macrostrutture di interesse nazionale come gli invasi artificiali, le dorsali interregionali, le grosse opere
di captazione continuano a mantenere l' identità di un patrimonio pubblico opportunamente amministrato con S.p.A. a maggioranza pubblica di competenza regionale o addirittura comporre un' unica S.p.A. nazionale. Le locali reti di distribuzione invece, con tutti gli apparati di modulazione e di erogazione, vanno invece a comporre aziende private aventi carattere di locali S.p.A. a maggioranza privata alle quali viene affidata la distribuzione del servizio idrico ai cittadini.
Questa innovazione comporta variazioni di ordine tecnico ed amministrativo che meritano di essere analizzate separatamente.

Variazione di ordine amministrativo:

All'interno dell'A.T.O. si viene a formare un'azienda che eroga il servizio idrico integrato la quale acquista la personalità giuridica di una S.p.A. locale avente competenza a livello provinciale. A riguardo ci sono diversi modi di intendere questa
emergente realtà economica e riteniamo importante fare chiarezza.
In seguito a numerosi contatti con i Sindaci sono emerse problematiche molto diversificate che non si prestano a soluzioni venute dall'alto. Riteniamo invece che l'unico percorso possibile sia quello di una composizione formatasi dal basso attraverso la partecipazione consapevole di tutti gli interessati. Si viene a delineare il seguente percorso:

-Tutti i comuni con apposita delibera provvedono a costituire la S.p.A. per il servizio idrico integrato.
-Le S.p.A. comunali formano un'unica S.p.A. di Ambito.
-Le S.p.A. di Ambito e socio privato formano la S.p.A. di gestione.

La S.p.A. di gestione diviene per l'intero ambito territoriale l'unico soggetto che assicura il servizio idrico integrato. Progetti attuativi e programmi a medio e lungo termine, saranno gestiti esclusivamente dalla società di gestione, con eventuale
ricorso a finanziamenti nazionali e comunitari. Il trasferimento alla S.p.A. di gestione, quale soggetto privato che si assume ogni responsabilità tecnica gestionale ed amministrativa, svincola l'aggiudicazione dei lavori dagli oneri
burocratici tipici delle pubbliche amministrazioni, con attivazione immediata del mondo del lavoro. Per quanto riguarda infine la scelta del soggetto privato da
parte dell'autorità regionale, si segnala l'opportunità che i bandi siano orientati a selezionare soggetti aventi la fisionomia "promoter companies" formate da Imprese di Costruzione, Società di Ingegneria, Istituti Finanziari e Fornitori di Tecnologia.

Il Progetto finanziato (torna su)

La partecipazione del capitale privato nei pubblici servizi può rappresentare un contributo alla soluzione dei numerosi problemi. L'operazione esige nuove forme di trasparenza in quanto si tratta di andare a gestire servizi ambientali di
pubblico interesse. La crescente domanda di beni ambientali non potrà essere
soddisfatta solo attraverso il pubblico intervento e neppure con l'esclusivo ricorso al mercato privato. Il progetto finanziato sembra possa conciliare le due opposte
tendenze andando a realizzare una sinergia che recupera le realtà economiche nazionali interessate a partecipare ad un nuovo modello di sviluppo economico.
La logica della partecipazione privata, interessata al ritorno economico dei capitali impegnati nei progetti, si coniuga con il desiderio dei cittadini di poter disporre di servizi ambientali efficienti.
Il principale ostacolo finora incontrato va individuato in un fattore di ordine culturale che coinvolge entrambe le parti interessate. La valutazione del rischio, tradizionalmente inteso solo in termini realizzativi e strutturali, con il progetto
finanziato viene ad estendersi anche agli effetti economici del progetto. La mancanza di riferimenti certi in tal senso frena anche gli entusiasmo più evidenti per operazioni sicuramente possibili.
Il fatto di finanziare interventi attraverso il flusso di ricchezza che gli stessi potranno generare, è una novità che spiazza i nostri imprenditori abituati a misurare il rischio di impresa solo in termini di intervento e non per la qualità del
progetto stesso. Per le connotazioni di ordine giuridico il progetto finanziato gode di normativa adeguata a livello comunitario. La indifferenza degli operatori andrebbe forse dileguata con rassicuranti circolari esplicative da parte della pubblica autorità.
Per le possibilità che contiene sicuramente questo strumento innovativo sarà valorizzato in futuro con il trascinamento di nuove emergenti figure professionali specialisticamente impegnate a riguardo.

I gruppi di lavoro (e Allegato) (torna su)

                       

Il termine della lunga attesa per la riattivazione dei lavori nonchè dell'emissione di nuovi lavori da parte della Pubblica Amministrazione, si potrà verificare sulla base di proposte operative originate da Metodologie innovative, sia sotto l'aspetto tecnico che sotto l'aspetto amministrativo. Il riconoscimento di un comune sistema di azione di programmazione e progettazione pluriennale, porta ad una collaborazione multiprofessionale che garantisce vantaggi tecnici e finanziari.
La necessità di trovare una soluzione a quanto sta accadendo è riscontrata da tutte le realtà, siano esse rappresentative della Pubblica Amministrazione, che in operatori e gestori privati dei servizi collettivi.
L'operazione diviene assai complicata se affrontata da singole entità. Una collaborazione interprofessionale diviene indispensabile ai fini di una probabile soluzione. Tale formula ha riscontrato un abbattimento dei costi, una crescita
professionale e tecnologica ed un maggiore utile da parte di chi vi partecipa.
Le attività svolte dalle associazioni di categoria, che sono punto di riferimento di numerose entità operative, devono a loro volta evolversi, divenendo parte di un centro di coordinamento non solo a livello specifico settoriale, ma nell'ambito di una
multitecnicità.Nel compimento di un opera, oggi si esige la definizione a
priori delle fasi ma anche dei soggetti di intervento:

1. Le assemblee delle Associazioni del territorio, per una generalizzata campagna     informativa sulle opere in programma.

2. L'Osservatorio del Ministero dei LL.PP.

3. Le Pubbliche Amministrazioni

4. Il Promoter

5. Censimento dati, azioni di programmazione e progettazione pluriennali (in     collaborazione con gli organi di Stato)

6. I committenti

7. I progetti specifici dell'opera

8. I gruppi multitecnici di lavoro, indicati quali Project Managment formati da uno o     più studi di ingegneria, una o più imprese di costruzione, uno o più realtà     produttrici di materiali.

Tale capacità acquisita attraverso l'integrazione di gruppi specializzati, permette di ottimizzare l' organizzazione operativa materializzando opere rispondenti alle attuali
esigenze, agevolando i grandi gruppi nell'esecuzione del lavoro.Nel mettere ordine ad un quadro tanto incerto quanto reale, emergono due primarie figure:

1. Le Associazioni di categoria, in cui ogni singolo operatore nel confrontarsi con altri operatori appartenenti alla stessa categoria, abbia la possibilità di integrare ed integrarsi, verso uno sviluppo compatto; di conoscere con una visione più ampia, quelle che sono le esigenze di mercato; di stimolare attraverso l'attività associativa comuni programmi d'intervento.

2. I Gruppi di Lavoro Multitecnici, costituitesi dalla collaborazione multiprofessionale degli associati delle diverse associazioni di categoria, i quali possono operare in
base agli "Indirizzi Generali sulla Regolamentazione per la Gestione Integrata delle Opportunità di Lavoro delle Associazioni di Categoria".
Dalla così detta "compattazione degli anelli", in cui il sistema di competenza e responsabilità verticistica è stato sostituito da una collaborazione circolare delle realtà che si impegnano al buon concepimento e realizzazione dell'opera, emergono dei vantaggi quali:

- una maggiore sicurezza finanziaria

- la sicurezza di operare con un coordinamento programmato

- una congiunta e solidare corresponsabilità

- la garanzia dell'efficienza dell'opera che si va a realizzare

- la economicità dei gruppi di lavoro

Il Consorzio e i Gruppi di lavoro (torna su)

Riorganizzare un intero settore e dotarlo delle strutture tecniche ed amministrative adeguate alle nuove esigenze del mercato, è un compito difficile ma non impossibile, se si identificano con chiarezza e le figure rappresentative e le strutture funzionali.
E' come voler comporre un mosaico avendo individuato che esistono i materiali e gli artisti per poterlo realizzare. Nella fattispecie i problemi sono due:

1. Avere a disposizione il disegno dell'opera (il Progetto)
2. Selezionare i materiali e gli artistipiù capaci e convenienti (il gruppo di lavoro)

In ordine al primo punto si deve ritenere che la crescente domanda di beni ambientali, le limitate disponibilità naturali, e conseguentemente le disposizioni legislative in materia, impongono una composizione che tenga conto di tutte queste
esigenze per andare a comporre un "prodotto" trasferibile in una economia di mercato ove, anche le disponibilità finanziarie, sono limitate.
In ordine al secondo punto invece sono possibili due percorsi, o dall'alto verso il basso (un centro decisionale seleziona e sceglie i partecipanti) o dal basso verso l'alto (individuate le esigenze del mercato si creano centri di confluenza di
personali talenti e di aziende ad adeguato livello tecnologico).
Il Consorzio realizzativo nasce con gli obiettivi e le procedure che rendono attuabili entrambe i percorsi. Il mondo della cultura, della tecnologia, della realizzazione e
della finanza se compattati in un unico centro di riferimento che si viene a formare per spontanea e convinta partecipazione, acquisisce carattere di motivato sinergismo valido a soddisfare ogni esigenza.
Lasciando alle libere associazioni il compito di vagliare e selezionare gli aderenti secondo il principio dell'autoselezione operativa e dell'autocontrollo dei prezzi le entità così formate ed i soggetti più rappresentativi delle stesse vanno a formare
un Consorzio quale soggetto direttamente dialogante con la committenza sia essa pubblica o privata e in grado di introdursi per competitività e qualità, nei mercati internazionali.
In questa sede la confluenza congiunta di informazioni provenienti dai CED delle associazioni di categoria consentono di formare una banca dati multimediale per orientare i progetti a condizioni di efficienza ed economicità previsti dalle nuove
normative.
Inoltre, la nuova emergente figura del soggetto gestore che trasferisce nella struttura capitali propri per comporre un'azienda erogatrice di servizi ambientali con ritorno di utile va ad alterare qualsiasi precedente equilibrio dovendo adeguare
scelte progettuali, metodologie di intervento, ed apparati gestionali orientati a canoni di bancabilità.
In via principale il Consorzio si costituisce per soddisfare
esigenze di management per la conclusione di progetti in fase di realizzazione, e per accompagnare nuove iniziative lungo tutto il ciclo dell'acqua. Attraverso le Associazioni di categoria, utilizzando le risorse disponibili sul territorio il Consorzio
può anche acquisire fisionomia e dignità di un soggetto di intervento in fase realizzativa con assunzione diretta di commesse e con autonomia imprenditoriale e finanziaria. Il controllo finanziario delle operazioni in seno al Consorzio è la
"condicio sine qua non" per meritare la funzione di garanzia in fatto di gestibilità dei progetti e di efficienza finale delle opere realizzate.
La spinta alla compattazione delle realtà ingegneristiche, tecnologiche ed imprenditoriali va a costituire esclusivamente un polo di assemblaggio operativo ad esclusiva connotazione tecnologica, il quale si adegua alle richieste e alle direttive
delle ultime legislazioni in materia. Il legante della nuova composizione viene ad essere rappresentato dal management che acquista il ruolo di selezionare e garantire ogni intervento con l'ausilio dei migliori sistemi operativi informatici.
In questa sede le scelte operative sono segnatamente di natura tecnico-funzionale.
In altre sedi invece verranno fatte scelte di natura politica e finanziaria.
Il Consorzio si costituisce esclusivamente come realtà tecnica-operativa al servizio di una committenza pubblico-privata ovunque disponibile.
Perché la nuova realtà possa avere successo, considerato anche che si va a promuovere un modello di sviluppo che trascina realtà non abituate al dialogo ed alla trasparenza, acquista particolare rilievo il modello operativo, l'insieme delle regole che disciplinano il ruolo del singolo e l'operatività del sistema.
Le "regole", poche essenziali e concrete vengono fissate nel rispetto delle esigenze di tutte le categorie consociate ed accettate come statuto del sodalizio diventano il riferimento inequivocabile di ogni azione concreta.

Informazioni generali (torna su)

Il Grande Spreco
Perdite e sprechi
Perdite localizzate per Regione
Alcuni strumenti normativi
Opere Pubbliche "a reddito"
Definizione giuridica del Progetto Finanziato
Requisiti per l'attivazione del P.F.
Necessità
Quanto costa la Risorsa
Modelli territoriali
Tecnologie utilizzate
Risorse e Strumenti finanziari
Esempi Europei
Rapporto Pubblico - Privato in Europa
Programmi Europei
Società di promozione e coordinamento

Schemi amministrativi (torna su)

Iter attuativo
Gestione della Risorsa
Programma attuativo Nazionale
Programma attuativo di un Comune o Unione di Comuni
Alternativa Italiana sul territorio
Lavoro
Pianificazione e forme di controllo dello Stato/Confronto tra le normative
Organigramma operativo della PP.AA.
Struttura operativa del Ciclo dell'Acqua/Servizio Tecnico Nazionale
Coordinamento dell'uso della Risorsa

Schemi tecnici (torna su)

Realizzazione di un impianto modello in P.F.
Società Mista locale
Soggetti del Progetto Finanziato
Finanziamento Misto nazionale e locale
Sviluppo e Recupero del Territorio
Modello Operativo dell'A.T.O. in Progetto Finanziato
Livelli d'Intervento della Società Mista
Gestione della Risorsa Idrica in ambito nazionale
Gestione della Risorsa Idrica in ambito locale

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