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- Integrazione tecnica al vol.I - clicca sugli argomenti d'interesse:
Prefazione
Riferimenti
normativi
Il
ciclo dell'acqua
Il
Modello d'Impianto gestito dal C.E.D.
Approfondimenti
sul Modello d'Impianto gestito dal C.E.D.
Il
C.E.D.
Analisi
indicativa dei costi per l'installazione di un C.E.D., stabiliti
in base alla suddivisione
degli A.T.O.
Le
Adduzioni principali - Confronto tra i sistemi tradizionali
e i sistemi proposti dalla nuova
tecnologia
I
Serbatoi
I
pozzi
Laghi,
fiumi, sorgenti
Prese
da altri acquedotti
Partitori
in pressione
Il
sistema di telecontrollo automatico del territorio
Analisi
indicativa dei costi per l'installazione del sistema di telecontrollo
automatico del territorio nelle adduzioni principali
La
distribuzione in città
Adduzione
al centro cittandino - Contabilizzazione e controllo variabili
Il
sistema di telecontrollo automatico del centro cittadino
Analisi
indicativa dei costi per l'installazione del sistema di telecontrollo
automatico del centro cittadino
Riutilizzo
di acque reflue
per industria e agricoltura
Depurazione:
il sistema di telecontrollo automatico delle acque reflue e depurate
Analisi
delle acque
Il
sistema di telecontrollo automatico della qualità dell'acqua
Analisi
indicativa dei costi per l'installazione del sistema di telecontrollo
automatico
della qualità dell'acqua
Prefazione
(torna su)
L'acqua oggi non
può considerarsi un bene allo stato naturale, libero ed accessibile
a tutti. L'aumento della popolazione, l'inquinamento ed il generale
livello di antropizzazione portano a riconsiderare l'acqua come
un bene da salvaguardare e da utilizzare con attenzione evitandone
gli sprechi.
Nel Manifesto di Erice del 1982, tra le emergenze planetarie l'acqua
è al 1° posto:
"L'acqua è
al primo posto nella classifica delle emergenze planetarie. Il primo
passo per combatterle è la denuncia.
Affinchè questa sia efficace, è necessaria una visione
sintetica d'insieme che permetta a tutti di essere portatori del
messaggio necessario affinchè il potere politico si impegni
ad intervenire tempestivamente e con fermezza. Se riuscissimo ad
avere l'appoggio del potere politico, potremo affrontarle e risolverle.
Ma non bisogna limitarsi a denunciare, è compito di noi scienziati
fare proposte concrete: e questo vuol dire progetti. La realizzazione
di questi progetti è però responsabilità del
potere politico." (Da "Scienza ed Emergenze Planetarie"
del Prof. Zichichi)
Da un esame, anche
sommario, della nostra storia recente rileviamo che lo standard
civile è cresciuto notevolmente. La domanda di beni e servizi
a carattere collettivo ha avuto grossi incrementi. Anche i consumi
d'acqua sono cresciuti enormemente e
non solo per uso civile, ma anche per destinazione agricola ed industriale.
Alla nuova domanda si è risposto in modo affrettato, incompleto
e con tecnologia assolutamente mediocre.
Le naturali risorse sono state utilizzate in modo primitivo, con
disordine e sprechi.
Ma il corso della civiltà non si arresta e in virtù
anche del livello di maturazione politica i popoli civili chiederanno
sempre meno armi e più servizi tra cui la distribuzione dell'acqua.
Questa diventa fattore di quello sviluppo in atto indirizzato
verso il terziario avanzat.
Contemporaneamente anche altri servizi (il gas, l'elettricità,
il telefono) incrementano i loro consumi.
Per l'acqua però il "consumo" non è un fatto
reale ma una condizione; esso è piuttosto uno stato di fruizione.
Le quantità "consumate" passano subito alla rete
fognaria e vengono reimmesse in natura. Del naturale ciclo si utilizza
un segmento
assai modesto che però non può considerarsi isolatamente
rispetto all'intero ciclo naturale. Per le specifiche prerogative,
un bene così importante, non può essere
assoggettato alla logica della appropiazione indiscriminata ma deve
essere vigilato e controllato.
Riferimenti
normativi (torna su)
- Legge 18 Maggio
1989, n°183
art.9 I servizi
tecnici nazionali hanno le seguenti funzioni:
art.9- punto4, comma b: realizzare il sistema informativo unico
e la rete nazionale integrati di rilevamento e sorveglianza, secondo
quanto previsto al comma 5;
art.9- punto5: I servizi tecnici nazionali organizzano, gestiscono
e coordinano un sistema informativo unico ed una rete nazionale
integrati di rilevamento e sorveglianza
Un apposito regolamento provvederà
art.9- punto9, comma e: le modalità di organizzazione e di
gestione del sistema informativo unico e della rete nazionale integrati
di rilevamento e sorveglianza.
- Decreto Legislativo
12 Luglio 1993 , n°275
art.5-...................
per quelle disposizioni di carattere cautelare atte a garantire
l'equilibrio tra il prelievo e la capacità di ricarica naturale
dell'acquifero, onde evitare
pericoli di intrusione di acque salate o inquinate e per quant'altro
sia utile in funzione del controllo per il miglior regime delle
acque.( commento: può avvenire solo con un controllo on-line
con strumentazione ad alta tecnologia)
art.8-................... sono installati e mantenuti in regolare
funzionamento idonei dispositivi per la misurazione delle portate
e dei volumi.........................
art.11-................. avvalendosi dell'Ente gestore degli impianti,
il monitoraggio delle acque e delle fognature, previa individuazione
di sezioni significative di controllo in cui sono installati idonee
strumentazioni per la misura della quantità
delle acque e dei relativi parametri qualitativi.
- Legge 5 Gennaio
1994, n°36
art.21- punto 1:
Al fine di garantire l' osservanza dei principi di cui all' art.9,
con particolare riferimento all' efficienza, all' efficacia ed alla
economicità del servizio........
art.22- punto 3, comma b: individuare i livelli tecnologici e modelli
organizzativi ottimali dei servizi.
art.22- punto 3, comma e: promuovere la sperimentazione e l' adozione
di tecnologie innovative.
art.22- punto 4, L'osservatorio assicura l' accesso generalizzato,
anche per via informatica, ai dati raccolti e alle elaborazioni
effettuate per la tutela degli interessi degli utenti.
art.26- punto1, per assicurare la fornitura di acqua di buona qualità
e per il controllo degli scarichi nei corpi recettori, ciascun gestore
di servizio idrico si dota di adeguato servizio di controllo territoriale
e di un laboratorio di analisi per i
controlli di qualità dell'acqua alla presa, nelle reti di
adduzione....................
art.26- punto 3, le sanzioni previste dall' art.21 del D.P.R.236/88
si applicano al responsabile della gestione dell' aquedotto...............................,
egli non abbia
tempestivamente adottato le misure idonee ad adeguare la qualità
dell' acqua o a prevenire il consumo o l' erogazione di acqua non
idonea.
Nelle strategie
dettate dall' Organizzazione Mondiale della Sanità nel suo
rapporto del 1992, che danno l' indirizzo per le politiche ambientali
nazionali ci sono i seguenti punti:
- l' incoraggiamento
di tutte le tecniche e le tecnologie che promuovano un uso economico
dell' acqua dolce, il suo riciclaggio o il suo riutilizzo e favoriscono
la riduzione dell' inquinamento.
- la salvagurdia della qualità attraverso sistemi sicuri
ed applicabili di controllo d'inquinamento.
Il
ciclo dell'acqua
(torna su)
Qualsiasi forma
di antropizzazione del territorio stabilisce un rapporto di dipendenza
con le risorse idriche locali; le attività umane tutte non
ne possono prescindere. La vita civile, l'agricoltura, l'industria
come il turismo sono direttamente correlati all'acqua.
La salvaguardia del patrimonio ambientale, antropologico e culturale,
non può essere affidata che alla gente del luogo, in quanto
le attività umane hanno stabilito con l'ambiente un rapporto
intimo di dipendenza. Per alcune attività particolari,
quali il turismo o l'agricoltura legata a colture speciali, il fattore
ambiente e gli elementi climatici costituiscono la condizione essenziale
e alimentano forme di economie locali, talvolta anche di notevole
interesse.
Da sempre però, gli insediamenti umani e le conseguenti attività
hanno utilizzato le naturali capacità idriche con l'ottica
dell'appropriazione indiscriminata di una ricchezza libera e disponibile.
Inoltre, il progressivo sviluppo nel globale livello di civiltà
ha fatto registrare sempre maggiori consumi di acqua.
L'inquinamento poi, di qualsiasi origine, ha alterato la qualità
delle acque libere e superficiali e la perforazione indiscriminata
della crosta ha contribuito ad inquinare anche le falde sotterranee
più accessibili.
Le acque utili all'uomo sono oggi ridottissime. Di conseguenza la
formula "usa e getta" non è più proponibile.
Non resta che stabilire una graduatoria in termini di priorità
e, l'acqua destinata all'uso potabile e civile merita senza dubbio
di
aprire la graduatoria; tutti gli altri impieghi diventano subordinati.
Una soluzione che aumenti notevolmente le disponibilità,
è quella di razionalizzare la distribuzione adottando il
sistema del riuso delle acque per scopi plurimi, fino a riportarla
in natura senza inquinanti.
Allo stato attuale il Ciclo si chiude al depuratore e, talvolta,
anche all'anello precedente. Settori importanti dell'economia, quali
l'industria e l'agricoltura, esigono per finalità proprie,
grandi quantità di acqua con caratteristiche fisico-chimiche
diverse da quelle per acqua ad uso potabile.
Queste utenze, perchè possano comporre una domanda differenziata
dall'uso domestico, devono poter disporre anche di differenti tariffe.
A riguardo l'art. 6 della 36/94 recita: " La Regione adotta
programmi per attuare il risparmio idrico, prevenendo incentivi
ed agevolazioni alle imprese che si dotino di impianti
di riuso e di riciclo delle acque reflue trattate"; ed art.
13:
"la tariffa è determinata tenendo conto della qualità
della risorsa."
Il tratto terminale del ciclo, quello che va dall'uso civile al
ritorno in natura, non ha mai meritato attenzione ed è stato
sempre considerato come "materiale di rifiuto", del quale
liberarsi in modo più agevole possibile.
La presenza di attività economiche a valle dei depuratori
oggi mancano del tutto.
Il
modello d'impianto gestito dal C.E.D. (torna
su)
Qualsiasi progetto
va a modificare un precedente assetto territoriale. Lo stato delle
modificazioni non può essere misurato in termini macroscopici,
ma affidato a parametri tecnici di valutazione (l'impatto di un
elettrodotto è molto più evidente di un inquinamento
chimico).
Solo il ricorso ad elementi scientifici può stabilire forme
concrete di valutazione dell'impatto quando l'ambiente circostante
è controllato nelle sue specifiche variabili. Bisogna essere
particolarmente sensibili allo sviluppo del Modello d'Impianto,
dove il controllo della struttura e degli effettivi consumi privati
siano valori non approssimativi e forfaittari ma risultanti matematiche
generate da elaboratori elettronici di un sistema informatico.
In questa ottica un acquedotto diventa una particella del sistema
ambiente, capace di assicurare un servizio civile nel rispetto del
naturale ciclo dell'acqua.
La caratterizzazione fondamentale dell'intero modello si realizza
con l'installazione lungo l'impianto di dispositivi di controllo
capaci di trasmettere informazioni ad un CED e di ricevere comandi
dallo stesso. In questo modo l'intera struttura operativa modula
l'erogazione del servizio rapportandosi alle risorse naturali ed
alle variabili ambientali.
Il trasferimento dei dati specifici del sistema operativo ad un
altro CED (Regione, Autorità di Bacino) garantisce l'Autorità
politica sul corretto utilizzo delle risorse ed assicura, per trasparenza
oggettiva, alla realtà operativa la disponibilità
della risorsa. Ogni
impianto così realizzato è in condizione di dialogare
con il sistema ambiente attraverso un CED, di ricevere i dati provenienti
dall'esterno e di modulare gli apparati distributori dei servizi.
Il dialogo tra i vari fattori dell' ambiente può
venire solo da strumentazioni ed apparati idonei ad inserirsi in
un quadro globale di rilevamento. Al CED affluiscono tutti i dati
provenienti dall'ambiente per formare una memoria storica sui principali
fattori climatici ed ambientali in genere. In questa realtà
vanno anche a confluire i dati provenienti dagli impianti e dalle
strutture civili, stabilendo rapporti di dipendenza e di utilizzazione.
Uno specifico software, analizzando i dati in memoria, indica lo
stato di funzionalità degli impianti monitorati (segnali
di tipo particolare ed interessanti ai fini del pronto intervento
hanno precedenza assoluta e sono evidenziati in forma eclatante).
Il modello d'impianto viene a configurarsi come una entità
che, per quanto complessa ed articolata, può essere controllata
e gestita simultaneamente in ogni sua variabile tecnica e funzionale
e che è in grado di dialogare con altre realtà del
territorio.
Quando tutti i soggetti gestori vicini si sono muniti di un impianto
governato da CED, si può formare un "CED di Bacino",
costituito da un insieme territoriale. E continuando la progressione
abbiamo ipotizzato la creazione di un CED nazionale, presso la Vigilanza
delle Risorse Idriche, con la prerogativa di monitorare l'acqua
(o qualsiasi altra risorsa naturale) su tutto il territorio nazionale
e sotto ogni forma.
Approfondimenti
Tecnici sul Modello d'impianto gestito dal C.E.D. (torna
su)
Ma la vera rivoluzione
che bisogna portare sul territorio, è la capacità
di una gestione completa supportata da un CED. Andiamo meglio ad
analizzare in che modo e con quali risultati, l'azione di monitoraggio
ed elaborazione dati viene attuata per
ogni singolo livello di competenza. Partendo
dall'osservazione che molti interventi sul territorio vengono eseguiti
come realtà a sè stanti, scollegati dal contesto ambientale
e tecnico dove vanno ad inserirsi, l'IFA propone un percorso operativo
integrato in ogni sua fase da ingegni elettronici che hanno il compito
di captare, di volta in volta, i dati a loro richiesti nelle differenti
sezioni e di trasmetterli al Centro Elaborazione Dati il quale,
collegato nell'ufficio tecnico responsabile di quel territorio,
è in grado di dare qualsiasi informazione sul percorso delle
acque: uno
specifico software, analizzando i dati in memoria, indica lo stato
di funzionalità degli impianti monitorati. Segnali di tipo
particolare ed interessanti ai fini del pronto intervento, hanno
precedenza assoluta e sono evidenziati in forma eclatante.
Il Modello Tecnico
dell'Idroimpianto è riassumibile in 8 principali fasi:
1 FASE - AEROFOTOGRAMMETRIA
E CARTOGRAFIA del territorio
2 FASE - CAPTAZIONE:
viene realizzata da studi geologici e va ad interessare i pozzi,
le sorgenti, i fiumi e i laghi.
3 FASE - ADDUZIONE:
è il prelevamento delle acque dalle fonti accertate, il sistema
di prelevamento e pompaggio motorizzato è supportato
da macchinari che racchiudono alta tecnologia.
4 FASE - CONTROLLO
multiplo: controllo della qualità delle acque, tramite dispositivi
sensoriali si verifica e individua la presnza di batteri
inquinanto o altri fattori simili; controllo della quntità,
delle pressioni e del flusso.
Tali dati vengono registrati da un sistema informatico
e in qualsiasi momento contollano la stabilità
di tali elementi.
5 FASE - TRASPORTO
E CONTROLLO DELLE PERDITE: il fluido viene trasportato in condotte
realizzate nei materiali più innovativi
6 FASE - DISTRIBUZIONE:
utilizzando una fitta rete cittadina,si assicura approvvigionamento
continuo di acqua potabile nelle abitazioni condominiali e non.
Anche i dati inerenti alla distribuzione (pressione,
flusso, perdite ecc.), sono registrate dal CED, pronto
a segnalare ogni eventuale variante, su modello
matematico in fase di studio
7 FASE - CONTABILIZZAZIONE:
in uscita per ogni condominio o singolo utente (come
da contratto), sono installati contatori elettronici i quali hanno
la capacità di contare il flusso in uscita e
trasmettere il dato direttamente al CED, dando il via alla
bollettazione (Legge Galli).
8 FASE - DEPURAZIONE:
nasce come un'esigenza per il pericolo ambientale, quello cioè
dello scarico delle acque utilizzate e alterate direttamente serbatoi
naturali
(laghi, fiumi), ma si aggiunge ancora uno scopo post
depurazione
9 FASE - DISTRIBUZIONE
IRRIGUA utilizzando le acque provenienti dall' operazione di
depurazione, attraverso comiziali all'avanguardia forniti di sfiati,
riduttori di
pressione, contatori ecc. In questo modo si hanno due
vantaggi, il primo è
sicuramente il risparmio idrico, il secondo è
la copertura dei costi di depurazione.
Ribadiamo che tutti
i passaggi e tutte le funzioni che abbiamo appena visto, sono seguite
in modo particolare da sensori "occhi e orecchie elettroniche",
programmate per verificare situazioni anomale , ma anche per permettere
un controllo completo in qualsiasi momento e in qualsiasi fase del
percorso delle acque.
Il Modello d'impianto viene a configurarsi come una entità
che, per quanto complessa ed articolata, può essere controllata
e gestita simultaneamente in ogni sua variabile tecnica e funzionale
ed è in grado di dialogare con altre realtà del
territorio. Sviluppando questo discorso per ogni singola realtà
locale, regionale ed interregionale, avremo forse un quadro più
chiaro dell'utilizzo e del destino delle nostre risorse idriche.
Il
C.E.D. (torna su)
La conoscenza di
dati ambientali è indice di civiltà e permette di
programmare e regolamentare la diffusione di molte attività.
Le informazioni relative al territorio in ambito cittadino, sono
la diretta conseguenza di passaggi e realizzazioni che il Soggetto
Gestore deve attivare.
Appare evidente la necessità di dotare i Soggetti Gestori
di un CENTRO ELABORAZIONE DATI, ove far confluire in tempo reale
i rilevamenti delle stazioni di monitoraggio posizionate opportunamente
sul territorio. A priori il CED è stato integrato da informazioni
date da studi effettuati da tecnici specializzati; tali studi sono:
1. cartografia completa
del territorio comunale
2. rilevamenti geofisici ed idrogeologici di tutto il territorio
per l'individuazione dei bacini, delle falde
e delle fonti non utilizzate
3. censimento delle fonti di approvvigionamento idrico falde sotterranee
e superficiali)
4. informazioni sulla qualità e quantità delle risorse
idropotabili e per uso agricolo
5. informazioni sulle condizioni ambientali, rilevamenti atmosferici,
tutela antincendio
6. controllo sulla qualità e quantità delle acque
erogate dai consorzi
7. sistema di controllo delle acque reflue
8. funzionalità degli impianti di depurazione
9. individuazione e controllo delle strutture destinate allo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani
10.analisi tecnica e resoconto degli impianti di captazione, adduzione,
distribuzione e già esistenti.
Andiamo ad analizzare in che modo il CED elabora ed utilizza i dati
appena elencati.
La cartografia del territorio, riportata su supporto informatico,
consente all'Amministrazione Comunale di poter disporre dello strumento
primario per mappare acquedotti, gasdotti, rete fognaria, depuratori
e tutte le altre strutture civili, con precisione di particolari
tecnici, di dispositivi montati, di materiali necessari alla manutenzione,
oltre che ai singoli interventi da effettuare.
Anche le fonti di approvvigionamento idrico-energetico, aree a rischio
idrologico, come zone di interesse archeologico o ambientale, possono
essere evidenziate sulla matrice cartografica, migliorando ogni
forma di intervento.
Le informazioni aquisite dal CED, filtrate da un adeguato programma,
permettono al Soggetto Gestore di intervenire tempestivamente su
particolari fattori a rischio o di modulare l'erogazione dei servizi.
Ad usufruire di questo sistema sono anche gli addetti ai servizi
tecnici comunali, le aziende di servizio, la protezione civile,
le associazioni di categoria e di volontariato e quanti altri abilitati,
possono migliorare le proprie funzioni e prestazioni.
Attraverso le informazioni acquisite ed elaborate dal CED, il Soggetto
Gestore può disporre di uno strumento operativo idoneo a
controllare qualsiasi realtà sotto ogni sua variabile, adeguando
forme di intervento tecnico e politica gestionale.
Grazie al programma operativo del CED, si possono controllare dettagliatamente:
a. serbatoi di appovigionamento
b. qualità delle acque
c. quantità di acqua erogata
d. percorso e destinazione
e. contabilizzazione e bollettazione
f. sistemi di destinazione delle acque reflue
g. riutilizzo delle acque reflue per scopi agricoli ed industriali
SISTEMA INFORMATIVO
TERRITORIALE
SOFTWARE DEL
PERSONAL COMPUTER
Il software del
personal computer, che esegue la supervisione centralizzata delle
stazioni remote programmabili, è basato su moduli standard
configurati in base alle funzioni definite. Il software "utente"
è sviluppato utilizzando i suddetti moduli
standard e le funzioni svolte sono descritte nel precedente paragrafo.
- SISTEMA GRAFICO
DI ACQUISIZIONE IMMAGINI REALI: MACCHINA FOTOGRAFICA; SCHEDA E MONITOR
RIPRODUZIONE IMMAGINI VIDEO;STAMPANTE LASER.
- LICENZA D'USO
SOFTWARE TIPO DATA BASE RELAZIONALE E MULTIMEDIALE PER LA GESTIONE
E LA MANUTENZIONE PROGRAMMATA E STRAORDINARIA. CONSENTE DI COSTRUIRE
UN ARCHIVIO DEI DATI TECNICI, MECCANICI, FUNZIONALI ED AMMINISTRTIVIDEI
BENI TECNICI DI PROPRIETA' DELL'ENTE. DI CIASCUNO DI ESSI VIENE
SEGUITA LA STORIA OPERATIVA E MANUTENTIVA.
CONSENTE DI IMPOSTARE PIANI DI ISPEZIONE E MANUTENZIONE, DEFINENDO
ED OTTIMIZZANDO GLI IMPIEGHI DI MEZZI E PERSONALE. ALLE SCHEDE MANUTENTIVE
E' POSSIBILE ASSOCIARE DISEGNI ESPLICATIVI O FOTOGRAFIE ANCHE COME
RAPPORTO IMMEDIATO SUGLI EVENTI RISCONTRATI.
LICENZA D'USO SOFTWARE PER SVILUPPARE, GESTIRE E RIPRODURRE MAPPE
GEOGRAFICHE E TEMATICHE, RIPORTANDO SU DI ESSE TRACCIATI DI RETE,
POSIZIONI DI POZZETTI, VALVOLE, ETC., AGGIUNGENDO TESTI ETC. IL
PROGRAMMA INTERAGGISCE CON IL DATABASE DEI COMPONENTI. IL PROGRAMMA
FA USO DI GRAFICA SIA VETTORIALE CHE A MAPPA DI PUNTI, POTENDO GESTIRE
FOTOGRAFIE SULLO SFONDO OVVERO ASSOCIATE A COMPONENTI RIPORTATE
SULLE MAPPE.
- LICENZA D'USO
SOFTWARE MODELLO DINAMICO RETE. IL SISTEMA
RISOLVE LE EQUAZIONI DEL MOTO STAZIONARIO NELLA RETE, COMPOSTA
SIA DI MAGLIE CHIUSE CHE DI TRATTI AD ALBERO.
SARA' DESTINATO A:
1. ANALISI DELLA
RETE E DI SOTTORETI PER LA RICERCA E L'ILLUMINAZIONE DELLE
PERDITE;
2. VALUTAZIONE NECESSITA' INTERVENTI ED ADEGUAMENTI;
3. ANALISI COSTI
OPERATIVI;
4. DETERMINAZIONE
SEQUENZE OTTIMALI DELL'OPERAZIONE DELLE POMPE E DEI PRELIEVI
5. ANALISI DISPONIBILITA'
IDRICHE CON POSSIBILITA' DI SIMULAZIONE SVUOTAMENTO
SERBATOI
6. DETERMINAZIONE
DELLE ZONE DI INFLUENZA DI IMMISSIONI DIVERSE PER CONTROLLO
QUALITA' ACQUE E VALUTAZIONE IMPATTO INQUINAMENTI ACCIDENTALI;
7. VALUTAZIONE POSSIBILI
ADDUZIONI ALTERNATIVE;
8. SVILUPPO PIANI
DI EMERGENZA
9. ADDESTRAMENTO
DEGLI OPERATORI
SERVIZI
- Analisi
e progettazione delle banche dati grafica alfanumerica sulla base
delle informazioni già esistenti e degli obiettivi
da raggiungere
- Acquisizione mediante
scanner di fogli A0 aerofotogrammetrici o catastali e loro georeferenziazione
- Acquisizione foto
raster
- Corso di formazione
di AutoCAD (ore 40 presso ns sede)
- Corso di formazione
di AutoCAD (ore 40 presso la Vs sede)
- Formazione ed
addestramento per 40 ore del personale addetto all'utilizzo dell'applicativo
con avviamento delle procedure e corsi di istruzione (C/o ns sede)
- Formazione ed addestramento per 40 ore del personale addetto all'utilizzo
dell'applicativo con avviamento delle procedure e corsi
di istruzione (C/o Vs sede)
Centro Elaborazione
Dati tipo
A) Settore gestionale
:
- Personale
- Bollettazione
- Telegestione e teletrasmissione con il territorio
- Cartografia e acquisizione dati alpha/numerici - grafici del territorio
B) Settore cartografico
- Cartografia e acquisizione dati alpha/numerici - grafici del territorio
- Elaborazione costi di esercizio
Analisi
indicativa dei costi per l'installazione di un C.E.D. (torna
su)
A seguito di un'attenta
analisi della legge 36/94, e condividendo l'orientamento tecnico
economico che la stessa legge suggerisce, si concorda che si possono
materializzare i buoni propositi del suddetto strumento legislativo,
attraverso
il controllo su supporto informatico, delle acque superficiali e
profonde, tramite un C.E.D. centrale dell'A.T.O..
Infatti viene posto in primo piano nell'iter che la stessa legge
delinea l'attuazione di un "Piano nazionale di monitoraggio
delle risorse idriche" che attraverso un C.E.D. può
materializzarsi sul territorio, nei singoli Ambiti Territoriali
Ottimali.
Nella seguente tabella si indicano i costi relativi alla piena funzionalità
dei C.E.D. definiti in base alla suddivisione degli A.T.O..

Le
Adduzioni Principali (torna
su)
I serbatoi, i pozzi,
partitori in pressione, prese da laghi, fiumi, sorgenti, altri acquedotti.
Le nuove tecnologie sviluppatesi in questi ultimi anni, portano
ad una più attenta analisi ed approfondimento conoscitivo
dei punti principali di adduzione, come i serbatoi, i pozzi, i partitori
in pressione, le prese da laghi, fiumi, sorgenti e da
altri acquedotti. Quello che era considerato come un semplice passaggio
di acqua, controllato manualmente da operatori del settore ed in
assenza di energia, oggi viene visto con una nuova ottica, intesa
alle più innovative tecnologie, che valorizzano nel giusto
modo, la funzione delle adduzioni principali.
La tutela delle risorse idriche contro gli sprechi e anche contro
gli inquinamenti portano a considerare l' acqua come un bene da
salvaguardare ed utilizzare con attenzione, la tecnologia deve essere
applicata per dare un servizio alla collettività in continua
crescita.
Nello studio delle adduzioni principali, delle vasche di accumulo
in genere si dovranno utilizzare dispositivi automatici in grado
di misurare, regolare, intercettare fluidi di qualsiasi entità
e di trasferire ad un centro elaborazione dati le relative informazioni.
Ogni ingresso
ed ogni uscita delle adduzioni principali, dovrà essere controllata
nei paramentri che indicano il corretto passaggio del fluido, saranno
quindi rilevate e valutate le informazioni inerenti alla portata,
alla pressione alla
posizione della valvola. Il
rilevamento di tali informazioni e il relativo trasferimento
in on line al CED, rappresentano un necessario ed importante controllo
sui parametri generali, dai quali si possono accertare in maniera
sicura e veloce, eventuali anomalie nel trasporto. Ad esempio di
particolare importanza risulta il controllo delle
pressioni nei partitori, attraverso la variazione delle quali, evidenziate
da una data stazione periferica, si potrebbero localizzare perdite.
Una verifica della
situazione del fluido, nella fase anteriore alla distribuzione,
diviene di particolare importanza, se si inserisce il discorso della
qualità dell'acqua e del controllo chimico-fisico.
Il Sistema come
si può gia da adesso capire è telegestito a distanza
ed è stato sviluppato anche in assenza di energia dando una
piena autonomia al sito stesso, avvalendosi di fonti alternative
quali i " Pannelli fotovoltaici " progettati in modo
da avere la disponibilità di energia richiesta nel sito.
In relazione alla
bontà dell' acqua potabile ed al suo stretto controllo il
sistema in allegato mostra come possono essere realizzate le analisi
chimico/fisiche in on-line, è di sicuro interesse la possibilità
di espandere la configurazione ,date le esigenze e la tipologia
di parametri da analizzare.
La strumentazione
da utilizzare dovrà rispondere a caratteri di alta qualità
ed affidabilità con possibilità di programmazione
facilitata per poter inserire i valori di minimo/massimo come specificato
nelle leggi vigenti a carattere Nazionale con
conseguente polling di analisi periodiche in automatico e trasferimento
al centro elaborazione dati dei risultati sui campioni esaminati.
Il tutto chiaramente sotto stretto controllo e in caso di allarme
superamento soglie precedentemente impostate, a seconda del livello
di allarme il sistema si posiziona automaticamente se necessario
alla chiusura del circuito idrico, i livelli di
allarme da impostare come priorità sono 4 per zona di elaborazione
che vanno da una priorità assoluta livello " 1 "
fino al livello " 4 " di allarme secondario.
Nello stato di allarme
si imposta sia la procedura di intervente in automatico che la chiamata
verso un centro operante 24 ore su 24 , verso una squadra di pronto
intervento ed al personale disponibile alla reperibilità,
n° telefonici-teledrin-telefoni
cellulari , via radio, dando la descrizione dell'avvenuto allarme
ed il nominativo della stazione chiamante.
1) Saracinesca
2) Valvola a galleggiante meccanica
3) Misura di livello ad ultrasuoni
4) Misura di livello segnali digitali
Dispositivi di telecontrollo
e misura completi di :
-Giunto di smontaggio
-Valvola motorizzata
-trasduttori di pressione out 4/20mA
-Centralina di controllo atta alla trasmissione dati e alla movimentazione
della valvola motorizzata completa di gruppo di continuità
-Apparato dell' analisi
dell'acqua

1) Saracinesca
2) Valvole a galleggiante meccanica
3) Misura di livello meccanico
Sistema
innovativo di pompaggio acqua
1) Pompa sommersa
2) Tubo di prelevamento
3) Misuratore di livello profondità out 4/20mA piezometrico
sommergibile
4) Dispositivi di
telecontrollo e telemisura completi di:
- Valvola motorizzata
- Misuratore di portata
- Giunto a soffietto
- Trasduttore di pressione out 4/20mA
5) Centralina controllo atta alla trasmissione dati e alla movimentazione
della valvola motorizzata completa di gruppo
di continutà
6) Valvola di ritegno
7) Saracinesca
8) Apparati per Analisi
dell'acqua Chimici / fisici
9) Fonti di energia alternativa
Sistema
tradizionale di pompaggio acqua
1) Pompa sommersa
2) Tubo di prelevamento
3) Misuratore di livello profondità sondina meccanica
4) Valvola di ritegno
5) Saracinesca
6) Quadro di potenza pompa
La
sorgente
Sistema innovativo
di una opera di presa da sorgente
Dispositivi di telecontrollo
e misura completi di:
-Giunti di smontaggio
-Valvola motorizzata
-Trasduttore di pressione out 4/20mA
-Centralina di controllo atta alla trasmissione dati e alla movimentazione
della valvola motorizzata completa di gruppo di continuità
Apparato dell'analisi
dell'acqua
Sezione tipo
di una opera di presa da sorgente
- metodo tradizionale
1) Saracinesca
2) Riduttore di pressione
3) Dispositivo di
telecontrollo e telemisura Completo di:
-Giunto di smontaggio
-Valvola a farfalla
-Trasduttore di pressione out 4/20mA
-Misuratore di portata
-Centralina di controllo atta alla trasmissione dati e alla movimentazione
della valvola motorizzata completa di gruppo di continuità
Il
sistema di telecontrollo automatico del territorio (torna
su)
Per serbatoi, pozzi,
partitori in pressione, prese da laghi,fiumi, sorgenti, altri acquedotti
Il sistema di telecontrollo
automatico del territorio, dovrà esser in grado di garantire
l'automazione della maggior parte degli impianti, dove il controllo
dei fluidi e la possibilità di trasferimento dati ad un centro
di controllo (CED), portano l'impianto verso un'ottica più
futuristica e di utilità nella salvaguardia delle risorse.
Il sistema si dovrà prestare alla risoluzione dei più
svariati problemi nel campo della
regolazione, della misura e dell'intercettazione.
Il sistema dovrà essere caratterizzato da un'assoluta flessibilità,
in quanto le apparecchiature, come per esempio le valvole motorizzate
ed i misuratori di portata che vengono utilizzate, possono essere
di tipologie diverse, a seconda del
campo nel quale si installerà il sistema, come per esempio
nell'acquedottistica, nell'industria e nell'agricoltura.
Andrebbe sollecitato uno studio di ricerca, per verificare la possibilità
di posizionare i dispositivi utilizzati dal sistema, in un unico
elemento di alta tecnologia, il quale andrebbe a facilitare alle
imprese le fasi di montaggio, eliminarebbe le problematiche inerenti
alla compatibilità di ogni singolo dispositivo e semplificherebbe
la conseguente manutenzione.
Il sistema dovrà
prevedere i seguenti caratteri:
- facilità
di inserimento meccanico in linea
- utilità in campi diversi di applicazione
- utilizzo di personale anche non tecnico
- semplicità nella telegestione
Il sistema di telecontrollo
automatico del territorio, dovrà
essere costituito da dispositivi quali:
- CENTRALINA DI CONTROLLO
ATTA ALLA TRASMISSIONE DATI E ALLA
MOVIMENTAZIONE DELLE VALVOLE MOTORIZZATE COMPLETA
DI GRUPPO
ELETTROGENO DI CONTINUITA'
- MISURATORE DI PORTATA
- TRASDUTTORE DI PRESSIONE
- VALVOLA MOTORIZZATA
- GIUNTO A SOFFIETTO DI SMONTAGGIO
- CONDOTTA DI RACCORDO FLANGIATA (opportunatamente calcolata)
Le connessioni tra
il sistema di trasmissione dati verso il CED e gli apparati idrici,
possono essere effettuate con connettori ad inserzione e tenuta
stagna blocco meccanico.
La Centralina di
controllo atta alla trasmissione dati e alla movimentazione della
valvola motorizzata, dovrà essere dotata, di ingressi analogici
ed ingressi digitali, che ricoprono nel fondo scala gran parte dei
trasduttori utilizzati in un impianto, come per esempio i pressostati
i magnetici e i misuratori di livello in genere, con i relativi
controlli di allarme e soglie di protezioni. Inoltre tale Centralina
dovrà essere dotata di uscite relé per l'attuazione
di dispositivi di allarme da telecomandare, come ad esempio le pompe,
le sirene, motorizzazioni qualsiasi e segnalazioni di avaria o allarme.
Si prevede inoltre, per la telegestione, l'inserimento di un modem
con protocollo di trasmissione TRS-II o MODBUS. Il sistema di telecontrollo
automatico del territorio dovrà essere alimentato in on line
da un gruppo di continuità, in grado di compensare alla mancanza
di rete per un tempo T= 1h, oppure si potrà servire di una
alimentazione deifferenziata come per esempio 12 Vcc.
Le stazioni periferiche dovranno essere controllate a distanza dal
CED, il quale esplica le funzioni di super visore, di gestore dell'archivio
storico, di ricezione degli stati di allarme dalle stazioni collegate
con una scheda audio opzionale.
Il software preferibilmente realizzato nell'area windows, consentirà
all'operatore di interagire da centrale con la periferica, visualizzando
lo stato del pozzetto preso in esame, compresi tutti i parametri
impostati nell'inizializzazione dell'impianto, con la possibilità
di modificare lo stato delle risorse.
Le comunicazione
dovranno essere con:
1. Rete dedicata
2. Rete telefonica commutata
3. Trasmissioni via radio / Radio satellitare
4. Radiotelefono cellulare
5. Linea privata
Il software, una
volta inserite tutte le informazioni specifiche, dovrà gestire
tutta la rete idrica, permettendo all'operatore di avere in on line
o nel tempo, una situazione
ben dettagliata della configurazione del singolo elemento impostato,
con la possibilità di interagire e comandare determinate
funzioni gestionali.
Nell'inizializzazione del sistema, si dovranno immettere i dati
relativi alla composizione della singola periferica, questi dovranno
essere, per esempio nel caso di servizio della rete telefonica:
il proprio numero della linea, e di altri numeri di chiamata utilizzati
dalla periferica per trasmettere in automatico lo stato di allarme,
ad esempio numeri di telefoni cellulari, di teledrin, di società
addette al pronto intervento.
I parametri di minimo
e massimo delle misure analogiche con relativi limiti di controllo
inferiore e superiore di dette misure, inoltre si dovrà immettere
per una visione globale la descrizione dei trasduttori utilizzati
nella periferica.
Per la rilevazione dei segnali digitali disponibili presenti nella
configurazione standard, si dovranno inserire nel programma di sistema
in centrale, la descrizione, lo stato degli allarmi (se sono attivi
High oppure Low), l'abilitazione del segnale, lo stato di allarme
ed il tempo di rilevamento di presenza allarme.
POZZETTO
TIPO
Il
sistema di telecontrollo automatico del centro cittadino (torna
su)
Si è precedentemente
parlato dei sistemi di adduzione principali e come, da questi partano
le grandi dorsali atte alla distribuzione dell'acqua (telecontrollata
nelle quantità e nelle qualità) nei centri abitati.
I fluidi in arrivo alla città, dovranno a loro volta essere
controllati, molto importante sarà il controllo dei dati
delle pressioni e della qualità, i quali dovranno essere
costantemente verificati da sistemi di
telecontrollo automatico.
Le ultime legiferazioni in materia di utilizzo delle risorse idriche,
danno indirizzi anche sul controllo specifico del consumo del singolo
utente (inteso come abitazione), collegati anche alla questione
della bollettazione. A tali indirizzi si dovrà essere pronti
a dare una risposta adeguata. Nell'attesa che la legge relativa
a questa argomentazione, venga concretamente applicata, si richiede
il controllo dei consumi
almeno a livello condominiale.
Il sistema di telecontrollo automaico del centro cittadino, è
applicato sulle fitte reti di ditribuzione che partono dalle dorsali
principali per confluire verso i condomini.
Il sistema di telecontrollo automatico del territorio, dovrà
esser in grado di garantire l'automazione della maggior parte del
centro cittadino, dove il controllo dei fluidi e la
possibilità di trasferimento dati ad un centri di controllo
(CED), portano l'impianto verso un'ottica più futuristica
e di utilità nella salvaguardia delle risorse. Il sistema
si dovrà prestare alla risoluzione dei più svariati
problemi nel campo della regolazione, della misura, dell'intercettazione
e del controllo qualità.
Il sistema dovrà essere caratterizzato da un'assoluta flessibilità,
in quanto le apparecchiature, come per esempio le micro valvole
motorizzate ed i misuratori di portata che vengono utilizzate, possono
essere di tipologie diverse.
Andrebbe sollecitato uno studio di ricerca, per verificare la possibilità
di posizionare i dispositivi utilizzati dal sistema, in un unico
elemento di alta tecnologia, il quale andrebbe a facilitare alle
imprese le fasi di montaggio, eliminarebbe le problematiche inerenti
alla compatibilità di ogni singolo dispositivo e semplificherebbe
la conseguente manutenzione.
Il sistema dovrà
prevedere i seguenti caratteri:
- facilità
di inserimento meccanico in linea
- utilità in campi diversi di applicazione
- utilizzo di personale anche non tecnico
- semplicità nella telegestione
Il sistema di telecontrollo
automatico del territorio, dovrà essere costituito da dispositivi
quali:
- CENTRALINA DI
CONTROLLO ATTA ALLA TRASMISSIONE DATI E ALLA
MOVIMENTAZIONE DELLE VALVOLE MOTORIZZATE
- MISURATORE DI PORTATA
- TRASDUTTORE DI PRESSIONE
- VALVOLA MOTORIZZATA
- GIUNTO RAPIDO
- TRONCHETTO DI RACCORDO FLANGIATO (opportunatamente calcolata)
Le connessioni tra
il sistema di trasmissione dati verso il CED e gli apparati idrici,
possono essere effettuate con connettori ad inserzione e tenuta
stagna blocco meccanico.
La Centralina di
controllo atta alla trasmissione dati e alla movimentazione della
valvola motorizzata, dovrà essere dotata, di ingressi analogici
ed ingressi digitali, che ricoprono nel fondo scala gran parte dei
trasduttori utilizzati in un impianto, come per esempio i pressostati
i magnetici e i misuratori di livello in genere, con i relativi
controlli di allarme e soglie di protezioni. Inoltre tale Centralina
dovrà essere dotata di uscite relé per l'attuazione
di dispositivi di allarme da telecomandare, come ad esempio le pompe,
le sirene, motorizzazioni qualsiasi e segnalazioni di avaria o allarme,
anche per allarmi collegati, come quelli antincendio o per il controllo
di altri elementi come ad esempio quello dell'energia elettrica.
Si prevede inoltre, per la telegestione, l'inserimento di un modem
con protocollo di trasmissione TRS-II o MODBUS.
Il sistema di telecontrollo automatico del territorio dovrà
essere alimentato in on line da una batteria a tampone, in grado
di compensare alla mancanza di rete per un tempo T= 1h, oppure si
potrà servire di una alimentazione differenziata come per
esempio 12 Vcc.
Le stazioni periferiche dovranno essere controllate a distanza dal
CED, il quale esplica le funzioni di super visore, di gestore dell'archivio
storico, di ricezione degli stati di allarme dalle stazioni collegate
con una scheda audio opzionale.
Il software preferibilmente realizzato nell'area windows, consentirà
all'operatore di interagire da centrale con la periferica, visualizzando
lo stato del pozzetto preso in esame, compresi tutti i parametri
impostati nell'inizializzazione dell'impianto, con la possibilità
di modificare lo stato delle risorse.
Le comunicazione
dovranno essere con:
1. Rete dedicata
2. Rete telefonica commutata
3. Trasmissioni via radio / Radio satellitare
4. Radiotelefono cellulare
5. Linea privata
Il software, una
volta inserite tutte le informazioni specifiche, dovrà gestire
tutta la rete idrica del condominio, permettendo all'operatore di
avere in on line o nel tempo, una situazione ben dettagliata della
configurazione del singolo elemento impostato, con la possibilità
di interagire e comandare determinate funzioni gestionali.
Elemento molto importante sarà determinato dalla contabilizzazione.
Il sistema di telecontrollo automatico dei centri abitati, dovrà
essere in grado di contabilizzare
automaticamente l'erogazione del bene idrico e trasferire telematicamente
al gestore i dati inerenti.
Nell'inizializzazione del sistema, si dovranno immettere i dati
relativi alla composizione della singola periferica, questi dovranno
essere, per esempio nel caso di servizio della rete telefonica:
il propio numero della linea, e di altri numeri di
chiamata utilizzati dalla periferica per trasmettere in automatico
lo stato di allarme al gestore, ad esempio numeri di telefoni cellulari,
di teledrin, di società addette al pronto intervento.
I parametri di minimo
e massimo delle misure analogiche con relativi limiti di controllo
inferiore e superiore di dette misure, inoltre si dovrà immettere
per una visione globale la descrizione dei trasduttori utilizzati
nella periferica.
Per la rilevazione dei segnali digitali disponibili presenti nella
configurazione standard, si dovranno inserire nel programma di sistema
in centrale, la descrizione, lo stato degli allarmi (se sono attivi
High oppure Low), l'abilitazione del segnale, lo stato di allarme
ed il tempo di rilevamento di presenza allarme.
Distribuzione cittadina
- Contabilizzazione e ricerca perdite

IL SISTEMA DI CONTROLLO
AUTOMATICO CONDOMINIALE


Depurazione:
il sistema di telecontrollo automatico delle acque reflue e depurate
(torna
su)
Nel rispetto del
completo ciclo dell'acqua, in vista dell'emergenza che gli studiosi
hanno dato alla questione idrica, dovremo dedicare particolare attenzione
all'argomento della depurazione e del riutilizzo delle acque depurate,
per scopi multipli, le quali oggi invece vengono direttamente ricondotte
in natura.
All'interno delle
città, oltre al servizio ai condomini per la distribuzione
dell'acqua potabile, bisogna considerare anche la rete fognaria.
Nella rete fognaria sono inseriti dei punti nodali, nei quali dovranno
essere montati dei pozzetti speciali
ove collocare il sistema di telecontrollo automatico delle acque
reflue, atto al rilevamento di dati inerenti alla portata e al grado
di inquinamento del fluido. La centralina di controllo dovrà
elaborare i dati ricevuti e trasmettere le informazioni al
CED di competenza, qualora vi sia la necessità, la centralina
di controllo dovrà essere inolte in grado di movimentare
le valvole motorizzate.
Nei punti nodali,
ove dovranno essere collegate le stazioni periferiche, si snodano
le arterie principali che portano i fluidi al depuratore, il quale
a sua volta dovrà essere
controllato in uscita da un sistema di telecontrollo automatico
delle acque depurate, destinate al riutilizzo industriale ed agricolo.
E' ovvio che di notevole importanza risulteranno i dati relativi
alla qualità e alla quantità dell'acqua.
In entrata ai centri
industriali e agricoli, come si è già visto nel centro
cittadino, le acque dovranno e ssere telecontrollate al fine di
conoscere i dati relativi alla qualità dei fluidi che vengono
utilizzati (soprattutto per le destinazioni agricole) e ai dati
relativi alla contabilizzazione e alla successiva bollettazione.
Le strutture industriali
dovranno avere in uscita il sistema di telecontrollo automatico
degli scarichi, per il quale sarà importante rilevare i dati
inerenti all'analisi chimico-fisiche delle acque.

Particolare
"A"
POZZETTO
TELEMATICO CONTROLLO REFLUO
Il
sistema di telecontrollo automatico della qualità dell'acqua
(torna su)
Oggi
ci troviamo in un momento in cui ogni giorno siamo portati a doverci
confrontare con questioni inerenti all'inquinamento. L'inquinamento
dell'aria, che è il primo elemento ad esserne gravemente
intaccato, si ripercuote su altri elementi
ambientali, primo fra tutti quello delle acque. Nei territori in
cui vi è una forte presenza di risorse idriche, spesso ci
si deve confrontare con la problematica della qualità della
risorsa stessa.
Fondamentali a questo punto risultano i controlli sulla "salute"
delle nostre acque. In un sistema di sviluppo tecnico-civile, il
telecontrollo automatico della qualità delle acque, diviene
di notevole importanza.
Il sistema di tecontrollo
automatico della qualità delle acque, dovrà essere
costituito principalemente da una centralina di controllo che assolva
il compito di rilevare i parametri chimico-fisici, registrarli,
analizzarli tramite un analizzatore
on line, elaborarli e qualora fosse necessario, lanciare segnali
di allarmi al CED di competenza.
L'analizzatore on line, si dovrà prestare al suo utilizzo
sia in postazioni fisse che in postazioni mobili. Dovrà essere
caratterizzata da una sempicità di installazione e di
manutenzione, in modo da poter assicurare la massima autonomia e
la massima sicurezza nella lettura delle analisi che non siano state
influenzate da bruschi movimenti o vibrazioni, nel caso la postazione
sia provvisoria.
Dovrà essere possibile affettuare monitoraggi multiparametrici,
predisponendo in un unico cabinet più moduli analitici. Il
carattere di ridottissimo consumo di reagenti, dovrà garantire
una notevole autonomia operativa e consentire di limitare al
massimo la produzione di scarichi inquinanti. Le configurazioni
dovranno essere installante anche in laboratori con campionature
automatiche per l'esecuzione in
routine 24 ore su 24, con selettività analitica programmabile
su ogni campione, anche in assenza di operatori.
Nello specifico il
sistema di telecontrollo automatico della qualità delle acque,
dovrà essere composto da:
1. Campionatore modulare
ad accesso RANDOM per grandi volumi (fino a 500 ml per campione)
configurabile da 8 a 80 posizioni di campionamento, protetti ermeticamente
da qualunque inquinamento ambientale
2. Diluitore automatico
in tempo reale dei campioni fuori scala
3. Preparatore automatico
del calibrante di lavoro
4. Elementi per l'autonomia
dei reagenti di alcune settimane
Per ogni analisi
effettuata si dovrà avere uno storico dei dati di trasferimento
verso una postazione centrale per il telecontrollo dei limiti via
radio, via modem telefonico oppure nel caso di postazioni mobili
dovrà essere prevista la memorizzazione dei dati per successive
analisi dei siti analizzati.
Tutte le misure effettuate dovranno essere settate nei valori di
minimo e massimo per limiti di allarme nel rispetto delle leggi
per la tutela dell'ambiente nazionale.
Di seguito vengono
indicate le CARATTERISTICHE TECNICHE che il sistema di telecontrollo
automatico della qualità delle acque dovrà comprendere:

SISTEMA
DI ANALISI DELLE ACQUE

Di
seguito viene evidenziata in una tabella schematica, la frequenza
minima annua delle analisi qualitative delle acque e i relativi
costi, calcolati in base al numero degli abitanti.

Analisi
indicativa dei costi per l'installazione del sistema di telecontrollo
automatico della
qualità dell'acqua (torna
su)
Di
seguito è riportata la tabella dei costi dei dispositivi
per le analisi delle acque, suddivisa in:
A) Parametri chimici
- Nitriti, Nitrati, Ammoniaca, ecc.
B) Parametri fisici
- Torbitità, pH, Temperature, Ossigeno
disciolto, Cloro residuo, Conducibilità
Il sistema di telecontrollo
dalla stazione periferica della qualità delle acque per parametri
suscritti, viene effettuato on-line, i risultati sono trasmessi
dalla periferica al C.E.D.. Inoltre la periferica è in grado
di individuare un superamento
della soglia stabilita e trasmettere l'allarme al C.E.D. di competenza.


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