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I.F.A.
Vol. I
Vol. II

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   Premesse
   Il programma di Ordine Generale
   Il monitoraggio
   La rete dell'unione
   Il progetto
   - variazione di ordine tecnico
   - variazione di ordine amministrativo
   Il Progetto Finanziato
   Le università

 

 

 

 

 

 

 

Premesse (torna su)

Un periodo di crisi economica segna il passaggio da un ciclo al successivo il quale matura in un certo tempo. Nel frangente, i soggetti che sono stati i protagonisti del passato, nell'attesa che si ricomponga un nuovo assetto produttivo, mantengono un atteggiamento prudente per timore che, sbagliando tempi e metodi di intervento, ne restino esclusi.
Chi invece è sempre rimasto ai margini del sistema, non certo per sua scelta ma per allocazione voluta da altri, e che nonostante la posizione marginale ha maturato conoscenza della realtà ed ha acquisito conoscenza del proprio valore all'interno
dell'apparato produttivo, viene a trovarsi nella posizione di esprimere con più semplicità opinioni e proposte.
Questa associazione ha riunito in un sodalizio le aziende produttrici dei materiali idraulici le quali hanno sempre partecipato ai lavori come "fornitori" sentendosi richiedere solo "sconti e condizioni di pagamento". Eppure, nonostante il mercato non fosse qualificante, il livello dei loro materiali si è evoluto.
Avvertiamo pertanto l'esigenza di manifestare le nostre idee nel settore ove operiamo nella speranza di superare l'attuale momento di crisi.
Dedichiamo queste proposte a tutti gli interessati senza la minima presunzione di essere i promotori di un nuovo ciclo ma solo, eventualmente, dei convinti partecipanti. In queste pagine intendiamo esclusivamente delineare quei percorsi, prevalentemente interessati a partecipare ad un nuovo modello di sviluppo.
Il presente atto è la continuazione di un iter propositivo iniziato subito dopo la pubblicazione della legge Galli, quando abbiamo voluto sottolineare l'inopportunità di affidare ai Gestori il servizio idrico integrato attraverso l'istituto della concessione, proponendo in alternativa la formazione di S.p.A. di gestione con ricorso al capitale privato.

Il programma di Ordine Generale (torna su)

L'acqua è un bene ambientale e non può essere assoggettato alla logica del mercato dei beni di consumo. E' più esatto invece parlare di umana fruibilità entro il suo naturale ciclo. Il tratto che ne segna l'utilizzo a scopi civili va considerato nella sua interezza (captazione, distribuzione, depurazione e reimmissione in natura).
Anche i costi degli impianti e della loro gestione non possono essere divisi per segmenti. Il prezzo finale all'utente sarà comprensivo di un intero servizio reso lungo tutto il ciclo. Visto il carattere unitario del problema, anche le sue proiezioni tecniche e gestionali vanno unificate. Non vi è distinzione tra acquedotto, fognatura e depuratore ne' in fase tecnica ne' in fase gestionale in quanto trattasi di fasi successive di un unico servizio.
L'unificazione delle strutture in un unico plesso capace di erogare il servizio idrico, è un problema facilmente intuibile che però nella realtà incontra notevoli difficoltà.
Queste vengono tutte dal territorio ove si assiste ad una miriade di situazioni diversamente collocate. A paesi sitibondi fanno riscontro oasi felici e le strutture di distribuzione sono a tratti efficienti ed a tratti obsolete e malsane. La presenza poi di Enti territoriali ed Autorità amministrative aventi competenze sull'acqua vanno a complicare ulteriormente il problema.
Intervenire in una realtà così composta è impossibile se prima non si fissano schemi operativi di intervento ed attribuzioni di poteri.
Uno schema sommario potrebbe individuarsi nella distinzione delle competenze in:

Competenze di ordine generale:

- normative tecniche
- controllo nella qualità del servizio
- autority nell'utilizzo della risorsa
- monitoraggio

Competenze di ordine particolare:

- progettazioni degli interventi
- modelli distributivi
- gestione

Le competenze di ordine generale sono demandate allo Stato ed esercitate attraverso pubbliche autorities, organismi di tutela e di controllo. Le competenze di ordine particolare sono invece demandate a Soggetti localmente costituitisi per l'esercizio e la gestione del servizio idrico integrato.
La risistemazione del settore spetta in via principale al potere politico attraverso la costituzione di pubbliche autorità, peraltro già previste nel nostro ordinamento giuridico, che facendo proprie le competenze di ordine generale, creino condizioni di oggettiva trasparenza ed agibilità per tutti i soggetti interessati a penetrare nel programma di sviluppo. Va infine segnalata la necessità di sostenere una grossa
campagna di informazione finalizzata a rendere partecipi tutte le energie umane, finanziarie e professionali disponibili con attivazione congiunta del mondo della cultura. Tale intervento dovrà chiarire che si intende attivare un nuovo modello di
sviluppo economico capace di offrire migliori condizioni di vita e numerosi posti di lavoro e non solo una lievitazione della bolletta ai consumatori.

Il monitoraggio (torna su)

Perchè l'azione di controllo sia efficiente e possa garantire a tutti i soggetti interessati il rispetto degli obiettivi programmatici e disciplinare imparzialmente l'utilizzo delle risorse, la pubblica autority ha bisogno di mezzi tecnici ed apparati di informazione adeguati alle nuove esigenze. La conoscenza sia delle reali condizioni di partenza, sia delle successive variazioni indotte dagli interventi in ogni fase del
ciclo sono la condizione fondamentale per un'azione efficace e puntuale delle stesse autorities. Mezzi e dispositivi idraulico-informatici consentono di creare per ogni ambito territoriale dei CED capaci di registrare dati ambientali fisici, tecnici e funzionali. L'insieme dei CED può essere messo in rapporto di interdipendenza funzionale creando una maglia diffusa di monitoraggio.
Il CED nazionale presso la pubblica autorità centrale viene ad essere il punto di confluenza di tutti i dati registrati sul territorio.
Sulla base di questi dati la pubblica autorità potrà valutare la validità dei progetti, la richiesta di interventi e la destinazione delle risorse. Un programma di monitoraggio così articolato necessità di ingenti investimenti e nella fase attuale non è auspicabile che si investa solo in questa direzione. Se però i modelli progettuali vengono orientati in tal senso e tali dispositivi diventano parte integrante degli impianti, con il miglioramento delle strutture idrauliche si realizza anche la rete informatica di telecontrollo e di monitoraggio. Per realizzare seriamente tale obiettivo, vista la grande variabilità di mezzi, dispositivi e sistemi operativi che affollano il mercato, sarebbe opportuno disporre di normative tecniche adeguate.

La rete dell'unione (torna su)

             

Il progetto (torna su)

Allo stato attuale la separazione tra pubblico e privato, in fatto di acqua, è fissato a livello del rubinetto di casa. Questo avviene in ambito domestico è un fatto privato mentre quanto avviene prima, lungo la rete di distribuzione fino alla
sorgente, è di pubblica competenza. Con il presente progetto si intende arretrare questo punto a livello dell'Ambito Territoriale Ottimale il quale all' incirca coincide per ampiezza al territorio della provincia.
In questo modo le macrostrutture di interesse nazionale come gli invasi artificiali, le dorsali interregionali, le grosse opere di captazione continuano a mantenere l' identità di un patrimonio pubblico opportunamente amministrato con S.p.A. a
maggioranza pubblica di competenza regionale o addirittura comporre un' unica S.p.A. nazionale. Le locali reti di distribuzione invece, con tutti gli apparati di modulazione e di erogazione, vanno invece a comporre aziende private aventi carattere di locali S.p.A. a maggioranza privata alle quali viene affidata la distribuzione del servizio idrico ai cittadini.
Questa innovazione comporta variazioni di ordine tecnico ed amministrativo che meritano di essere analizzate separatamente.

Il Progetto - Variazione di ordine tecnico (torna su)

All' interno dell' Ambito Territoriale Ottimale vengono a formarsi maglie di comparti che in rapporto alle migliori disponibilità saranno o collegate alle strutture di
macroadduzione, o singolarmente alimentate dalle locali risorse.
Reti di bilanciamento provvedono a collegare i singoli comparti formando una maglia complessiva che distribuisce equamente la risorsa su tutto il territorio servito.Per quanto riguarda la depurazione, considerato che le piccole strutture realizzate per singoli comuni non si sono dimostrate affidabili in fatto di efficienza, si dovranno formare impianti a servizio di più paesi limitrofi. Secondo una stima abbastanza
sommaria il limite minimo perchè un depuratore sia tecnicamente efficiente ed economicamente conveniente è quello di servire una comunità di almeno 50.000 abitanti. L'ubicazione dei depuratori dipenderà oltre che da fattori di efficienza anche dalla possibile utilizzazione a scopi industriali o agricoli delle acque reflue.
La struttura di Ambito non rimane però avulsa dal contesto di ordine generale in quanto rimane in stretto rapporto di interdipendenza da quelle pubbliche con le quali viene a trovarsi in un nesso funzionale di dipendenza tecnica ed economica. Se infatti la struttura di ambito non dispone di risorse adeguate o troppo ingenti sarebbero i costi di radicali trasformazioni non giustificabili in termini di economicità del servizio reso, si instaura con la struttura di macroadduzione e quindi con la S.p.A. di livello regionale o nazionale un rapporto di fornitura di risorsa.
La rete di interesse nazionale, cui spetta il ruolo di distribuire l'acqua a tutte le maglie di ambito, risulta ancora incompleta per lunghi tratti e non diversamente realizzabile se non attraverso il pubblico intervento. In questa direzione saranno orientati progetti esecutivi e programmi di intervento da parte dello Stato.

Il Progetto- Variazione di ordine amministrativo (torna su)

All'interno dell'A.T.O. si viene a formare un'azienda che eroga il servizio idrico integrato la quale acquista la personalità giuridica di una S.p.A. locale avente competenza a livello provinciale. A riguardo ci sono diversi modi di intendere questa
emergente realtà economica e riteniamo importante fare chiarezza.
In seguito a numerosi contatti con i Sindaci sono emerse problematiche molto diversificate che non si prestano a soluzioni venute dall'alto.
Riteniamo invece che l'unico percorso possibile sia quello di una composizione formatasi dal basso attraverso la partecipazione consapevole di tutti gli interessati.
Si viene a delineare il seguente percorso:

- Tutti i comuni con apposita delibera provvedono a costituire la S.p.A. per il    servizio idrico integrato.
- Le S.p.A. comunali formano un'unica S.p.A. di Ambito.
- Le S.p.A. di Ambito e socio privato formano la S.p.A. di gestione.


La S.p.A. di gestione diviene per l'intero ambito territoriale l'unico soggetto che assicura il servizio idrico integrato. Progetti attuativi e programmi a medio e lungo termine, saranno gestiti esclusivamente dalla società di gestione, con eventuale
ricorso a finanziamenti nazionali e comunitari. Il trasferimento alla S.p.A. di gestione, quale soggetto privato che si assume ogni responsabilità tecnica gestionale ed amministrativa, svincola l'aggiudicazione dei lavori dagli oneri
burocratici tipici delle pubbliche amministrazioni, con attivazione immediata del mondo del lavoro.
Per quanto riguarda infine la scelta del soggetto privato da parte dell'autorità regionale, si segnala l'opportunità che i bandi siano orientati a selezionare soggetti aventi la fisionomia "promoter companies" formate da Imprese di Costruzione, Società di Ingegneria, Istituti Finanziari e Fornitori di Tecnologia.

Il Progetto Finanziato (torna su)

La partecipazione del capitale privato nei pubblici servizi può rappresentare un contributo alla soluzione dei numerosi problemi. L'operazione esige nuove forme di trasparenza in quanto si tratta di andare a gestire servizi ambientali di
pubblico interesse.
La crescente domanda di beni ambientali non potrà essere soddisfatta solo attraverso il pubblico intervento e neppure con l'esclusivo ricorso al mercato privato.
Il progetto finanziato sembra possa conciliare le due opposte tendenze andando a realizzare una sinergia che recupera le realtà economiche nazionali interessate a partecipare ad un nuovo modello di sviluppo economico.
La logica della partecipazione privata, interessata al ritorno economico dei capitali impegnati nei progetti, si coniuga con il desiderio dei cittadini di poter disporre di servizi ambientali efficienti.
Il principale ostacolo finora incontrato va individuato in un fattore di ordine culturale che coinvolge entrambe le parti interessate. La valutazione del rischio, tradizionalmente inteso solo in termini realizzativi e strutturali, con il progetto
finanziato viene ad estendersi anche agli effetti economici del progetto. La mancanza di riferimenti certi in tal senso frena ache gli entusiasmo più evidenti per operazioni sicuramente possibili. Il fatto di finanziare interventi attraverso il flusso di
ricchezza che gli stessi potranno generare, è una novità che spiazza i nostri imprenditori abituati a misurare il rischio di impresa solo in termini di intervento e non per la qualità del progetto stesso.
Per le connotazioni di ordine giuridico il progetto finanziato gode di normativa adeguata a livello comunitario. La indifferenza degli operatori andrebbe forse dileguata con rassicuranti circolari esplicative da parte della pubblica autorità.
Per le possibilità che contiene sicuramente questo strumento innovativo sarà valorizzato in futuro con il trascinamento di nuove emergenti figure professionali specialisticamente impegnate a riguardo.

Le università (torna su)

Il passaggio dall'uso primitivo alla fruizione intelligente e controllata delle risorse ambientali comporta il trasferimento di tecnologia avanzata nel settore. Le stazioni di monitoraggio, la formazione di banche dati, la creazione di Centri Elaborazione Dati, comportano l'istallazione di mezzi tecnici e dispositivi informatici e conseguentemente l'impiego di nuove professionalità. Allo stato attuale, per gli interventi di modesta entità che si sono realizzati a scopo sperimentale, si è provveduto a trasferire in campo ambientale la tecnologia propria di altri settori. E' auspicabile però che, per il globale volume di interessi che si andranno a mettere in
movimento, l'ambiente possa meritare migliore attenzione da parte della tecnologia.
In ambito privato già si registrano segnali di innovazione ed anche di buon livello. Ma gli imprenditori avendo una visione settoriale del problema ed impegnati nella competizione tecnica e nella concorrenza commerciale non hanno la possibilità di
investire in materia di sperimentazione ne' per la formazione del personale.
Le università invece sono la sede più idonea per ospitare la sperimentazione di nuovi indirizzi tecnologici, per esprimere giudizi di valore su dispositivi tecnici in seguito a prove di collaudo, per formare il personale. Per quest'ultimo va precisato che, per le implicazioni tecnologiche di alto livello,questo dovrà possedere qualificazione di livello universitario.
Le prestazioni di tipo artigianale invece vengono a risultare sempre più marginali perchè trasferite sulle linee di produzione industriale.
Le nostre università però potrebbero risultare impreparate a gestire una realtà così complessa sia per gli impianti, sia per il personale sia ancora per le necessarie forme di finanziamento. Nasce pertanto l'esigenza di promuovere la formazione di una entità operativa scientifica, un polo tecnologico, capace di filtrare le emergenti acquisizioni in materia di nuova tecnologia.
Questa nuova realtà, avente una ben definita personalità giuridica ed autonomia amministrativa, diventa anche veicolo di finanziamenti comunitari per sostenere la sperimentazione in campo ambientale nel nostro Paese ma anche per sostenere
programmi di sperimentazione nei paesi dell'est Europa, tendenti inizialmente se non a supportare nuova tecnologia almeno a formare professionalità più moderne.

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