Ifa | Prodotti | Libreria | Associati | Novità Tech | Legge Galli | Credits | Home
 Polska
© 2002-2006 Water Fund
I.F.A.
Vol. I
Vol. II
Vol. III

  Libreria - Vol.III - clicca sugli argomenti d'interesse

   Premesse
   La Legge Galli
   Le società di gestione
   La fase di normalizzazione
   Il mondo della finanza
   Le libere Associazioni
   I gruppi di lavoro
   Il Consorzio Integrato
   Il percorso finanziario

 

 

 

 

 

 

 

Premesse (torna su)

Le profonde modificazioni che stanno segnando la storia degli anni ’90 delineano anche una diversa partecipazione delle realtà produttive allo sviluppo economico.
La piccola e media imprenditoria, per il carattere di diffusa presenza sul territorio e per il ruolo che ha in seno all’intero sistema produttivo, non intende rimanere estranea al riassetto economico ed istituzionale che caratterizza l’ attuale fase
evolutiva.
Con la presente proposta viene a concludersi quel percorso propositivo che l’ Associazione I.F.A. da qualche anno porta avanti con serena umiltà.

La legge Galli (torna su)

Al fine di salvaguardare la risorsa idrica e di promuoverne la gestione unitaria, il 5 gennaio 94 veniva pubblicata la legge n.36 sulle "disposizioni in materia di risorse idriche" che, dal nome del relatore viene chiamata legge Galli.Con questa legge il quadro normativo in materia viene ad arricchirsi di due nuovi principi:

1. L’acqua viene considerata nel suo ciclo unitario quale fattore ambientale     destinato alla umana fruizione.

2. L’ unificazione delle realtà amministrative abilitate all’erogazione del servizio idrico     è una storica, inderogabile necessità.

Le critiche alla neonata legge sono venute da più parti, con motivazioni condivisibili e fondate. Il tentativo di miglioramento però rischierebbe di avviare un percorso senza fine ed anche senza soluzioni data la divergenza delle contestazioni.
Il buon senso suggerisce che è invece preferibile adoperarsi per attuare la legge in quanto tale piuttosto che attendere integrazioni, anche perché, tutto sommato, la volontà del legislatore è ben evidente e viene così a riassumersi:

1. Lo Stato, attraverso autorità istituende o già esistenti, intende mantenere il     controllo sulle risorse idriche e sul loro utilizzo.

2. La gestione del servizio idrico viene trasferita a soggetti Gestori, ai quali è     demandato la distribuzione della risorsa attraverso la riscossione delle tariffe.

Pertanto pare evidente che quanti hanno mosso critiche alla legge Galli e continuano ad attendere chiarimenti, sono in realtà impreparati a recepire il carattere innovativo di una legge che intende trasferire in ambito privato la gestione del servizio idrico.
Per comprendere i contenuti della legge Galli non basta considerarne gli effetti immediati ma anche quelli a lungo termine perché in realtà con essa si va a trasferire le responsabilità gestionali in materia di acqua dai fatiscenti organismi pubblici a soggetti di nuova identificazione.La miriade di enti acquedottistici variamente dislocati sul territorio nazionale costituisce un serio ostacolo alla gestione unitaria ed alla distribuzione razionale di un servizio di primaria importanza.
Un frutto acerbo non va giudicato per quello che è ma per quello che può diventare; la legge Galli se analizzata con profondità di vedute e con imparzialità di giudizio, evidenzia contenuti interessanti e può produrre positivi cambiamenti.

Le società di gestione (torna su)

La gestione del servizio idrico, come delineato nelle legge Galli, può essere affidata a chiunque è in grado di assicurare un servizio efficace ed efficiente.
In realtà però il servizio idrico è ancora in mano o a Municipalizzate o ad Enti Acquedottistici, entità che soffrono tutte di una sommaria organizzazione interna, conseguenza di una organizzazione superficiale e di assunzioni clientelari di
personale a modesto livello di professionalità. Questi Enti, nati per assicurare a tutti i residenti la fornitura di acqua con aggravio dei costi sulla intera collettività, hanno ormai esaurito il loro ruolo storico.
La necessità di riorganizzare il sistema idrico per far fronte alla crescente domanda ed alle limitate disponibilità, fa nascere l’ esigenza di creare aziende efficienti gestite con sistema manageriale.
Ma quanto già esiste non può essere spazzato via.
Il problema vero consiste nel voler trovare la forma più idonea per trasformare le realtà esistenti in aziende di moderna concezione.
Il percorso per poter realizzare società miste di gestione passa attraverso il seguente tracciato:

1. Trasformazione degli Enti acquedottistici o delle Municipalizzate in SPA pubbliche.

2. Lavoro di programmazione con progettazione degli interventi e definizione di un     programma economico finalizzato ad una gestione del servizio come prescritto     dalla normativa.

3. Confluenza di soggetti privati nella S.p.A. pubblica per la formazione di una     società mista pubblico-privata.

4. Costituzione di società di servizi appaltatrici della manutenzione, e di ogni altro     servizio alla stessa società di gestione.

La società mista realizza in proprio il completamento degli impianti, i necessari ammodernamenti e tutti gli obiettivi programmati per la ottimizzazione di un servizio efficace ed economico. Il Soggetto Gestore del servizio idrico diviene anche il
riferimento locale per qualsiasi servizio ambientale, e partecipa anche a forme integrate di sviluppo per la valorizzazione di tutte le risorse localmente presenti
utilizzando i finanziamenti europei disponibili.

La fase di normalizzazione (torna su)

Nell’intervallo in cui la S.p.A. pubblica si prepara a trasformarsi in Soggetto Gestore con confluenza di capitale privato, si mettono in atto quei programmi di intervento e le strutture minime necessari ad identificare gli aspetti tecnici ed economici dell’intero ambito di utenza.
Nella fase di normalizzazione vengono a definirsi:

1. Aspetti tecnici

- reperimento della risorsa
- ricerca perdite
- monitoraggio

2. Aspetti gestionali

- formazione del personale
- stima dei consumi

3. Aspetti progettuali

- Definizione degli interventi
- Analisi dei costi

L’insieme delle operazioni in questa fase sono la condizione primaria per far emergere in forma trasparente tutti quei parametri tecnici, funzionali ed economici utili alla confluenza del capitale privato per la costituzione della società mista la
quale dovrà definire programmi di intervento e gestionali.
         

Il mondo della finanza (torna su)

Le realtà finanziarie si muovono nell’ambito di settori di competenza ove, avendo maturato esperienze dirette e disponendo anche di collegamenti adeguati, ogni intervento viene ad avere carattere di rassicurante concretezza.
I grandi movimenti passano attraverso le Borse che sono un centro di confluenza di realtà dissimili e variegate ma tutte con un unico denominatore: la monetizzazione di fattori economici.
Il flusso che segue questo percorso difficilmente se ne allontana per andarsi a cercare collocazioni a livello inferiore perché verrebbe a mancare la necessaria sicurezza negli investimenti. Esiste anche un flusso parallelo fatto da una miriade di
operatori che muovono complessivamente ingenti masse monetarie e che hanno un riferimento stabile nel rifugio delle banche ove, temporaneamente e malvolentieri, fanno ristagnare le proprie risorse in attesa di immobilizzazioni. La movimentazione guidata di queste disponibilità finanziarie potrebbe coprire investimenti non tradizionali se si organizzano strutture affidabili per sicurezza e reddito. La crisi del settore edile, tra i tanti effetti, ha anche liberato risorse provvisoriamente impegnate in operazioni di credito a medio termine, ma pronte a trasferirsi in
ambiti di nuova concezione.Non vanno infine trascurate quelle realtà abituate a percorsi sotterranei non certo per libera scelta ma per esigenze di gruppo.
La liberalizzazione degli investimenti in ambito dei servizi civili può costituire un’occasione per aggregare le risorse locali in modo indipendente dai gruppi dominanti.

Le libere Associazioni (torna su)

Venuti a mancare i riferimenti di ordine personale o di gruppo per accedere alle occasioni di lavoro, tanti operatori si sono venuti a trovare esuli in casa propria.
Il tempo trascorso ha chiarito anche ai più ostinati che le esperienze concluse sono irripetibili. Quelle aziende che possiedono carattere di efficienza e che hanno anche maturato esperienza di settore meritano di essere traghettate verso nuove forme di accesso al lavoro.
Le libere Associazioni possono essere un veicolo.Esse sono entità in via di costituzione ed in parte già costituite ove ciascuno spontaneamente confluisce per
procacciarsi opportunità di lavoro. In questa sede il singolo dichiara le proprie attitudini, capacità, esperienze, prodotti tecnologici, brevetti, competenze professionali, per accedere allo specifico mercato.
Questo comporta una nuova cultura del lavoro ove il singolo non risolve in forma diretta il problema del marketing ma si inserisce in un pacchetto di prodotti e servizi adeguati alla domanda.
Il moderno marketing infatti è orientato al principio di soddisfare la domanda in quanto tale senza tentativi di mediazione.
Piccole e medie aziende che non possiedono strutture e capacità per analizzare le modificazioni del mercato, possono trovare in seno alle associazioni le direttive utili alle necessarie sterzature.
In buona sostanza le associazioni sono delle tavole rotonde ove trovano sempre posto quegli operatori che hanno qualcosa di serio da proporre per inserirsi dignitosamente e convenientemente in un mondo del lavoro che attraversa una seria fase evolutiva.
Le associazioni a loro volta diventano soggetto di dialogo e di offerta verso i possibili committenti. Studi e società di ingegneria, Produttori di materiali,
Operatori di settore, hanno già costituito i loro centri di riferimento e di promozione facendo ricorso alle libere associazioni.
Tra i gruppi di associati diventa più semplice attivare percorsi di comune interesse per comporre una collaborazione interprofessionale e multitecnica.
Attraverso la sottoscrizione di una carta di collaborazione le associazioni si riconoscono in organismo di enormi potenzialità. Congiuntamente possono perseguire l’obiettivo di:

- Curare ricerche e studi aventi per oggetto la programmazione, lo sviluppo, e la gestione di lavori in ambito nazionale ed internazionale offrendo collaborazione alle P.P.A.A. . Enti e Privati.

- Partecipare alla creazione di gruppi multitecnici di lavoro.

- Fare opera promozionale con i committenti pubblici o privati, direttamente o tramite promoter, per l’affidamento di incarichi agli associati.

- Organizzare dibattiti, convegni e seminari per divulgare l’attività dell’associazione.

- Costituire un centro servizi informativo ove far confluire dati tecnici ed operativi della struttura organizzativa e di ogni singolo aderente.

Il CED via Internet offre ai potenziali committenti un pacchetto di informazioni.

I gruppi di lavoro (torna su)

La eccessiva specializzazione sia nel settore industriale sia nell’ambito delle professioni ha formato entità di buon livello qualitativo ma tra loro indipendenti.
I percorsi singolarmente tracciati hanno di fatto creato dei comparti stagni ove ciascuno trova adeguata soddisfazione ignaro delle condizioni circostanti.
La capacità produttiva singolarmente espressa, pur di buon livello, se non attraversata da un management trasversale viene a risultare spiazzata rispetto al mercato. Il moderno marketing è infatti orientato a prodotti e servizi "chiavi in mano" completi e garantiti per le specifiche funzioni.
Per alcuni settori ( industria automobilistica, turismo, servizi mediali etc.) è stata compiuta una confluenza dei comparti con operazioni pilotate dai nuclei centrali di assemblaggio ed i loro prodotti non solo hanno esaurito le specifiche esigenze del
mercato ma hanno anche attivato un nuovo tipo di domanda ove l’utente, completamente disinteressato alla natura delle cose, richiede servizi completi e puntuali. Per altri settori invece ( sanità, servizi ambientali, etc.) ove le categorie interessate sono numerose ma nessuna ha un ruolo prevalente e forte è il contrasto tra fattori pubblici e privati, la realtà rimane frazionata ed incapace di organizzarsi
per offrire un qualificato prodotto finale.
La associazione IFA, confortata da concrete esperienze, ha individuato nei gruppi di lavoro la formula per attivare un nuovo modello di intervento adeguato alle esigenze del marketing.
I gruppi di lavoro vengono a comporsi tra soggetti in grado di partecipare in forma congiunta e responsabile a specifici interventi.
Gli esempi di composizione di gruppi organici possono essere molteplici e diversificati andando a toccare nei casi più semplici il concorso a gare d’appalto o l’esecuzione di lavori già appaltati. Ma possono rientrare nella stessa logica aziende o figure professionali di nuova compagine. La confluenza congiunta e solidale del mondo della cultura delle imprese realizzatrici e della tecnologia oltre che di altre
figure, trasforma la gestione verticistica del lavoro in una collaborazione circolare dei soggetti costituitisi con i conseguenti vantaggi:

- economicità degli interventi
- efficienza tecnica e funzionale
- sicurezza finanziaria
- identificazione delle responsabilità

Il Consorzio Integrato (torna su)

Per riorganizzare l’intero settore e dotarlo delle strutture tecniche ed amministrative adeguate alle nuove esigenze, bisogna prima dotarsi di uno schema di intervento. Sarebbe come dover comporre un mosaico.A riguardo i problemi sono due:

1. Avere a disposizione il disegno dell’opera. ( il progetto)

2. Selezionare professionisti e materiali più capaci e convenienti ( gruppo di lavoro)

In ordine al primo punto va precisato che il progetto non può prescindere dalla disponibilità delle risorse ambientali e dalle disposizioni legislative in materia, oltre che da fattori di ordine economico.
Per quanto riguarda il secondo punto invece sono possibili due percorsi:

a. Dall’alto verso il basso (un centro direzionale sceglie i partecipanti)

b. Dal basso verso l’alto (si creano centri di confluenza di personali talenti)

Il consorzio realizzativo nasce con l’obiettivo di accogliere le migliori energie, che volontariamente si rendono disponibili, di aggregarle in un unico soggetto, e di trasferirle sul mercato. Il mondo della cultura, della tecnologia, della realizzazione e
della finanza , se compattati in un unico centro di riferimento formatosi per spontanea partecipazione, acquisisce carattere di motivato sinergismo per soddisfare qualsiasi esigenza. Lasciando alle libere associazioni il compito di vagliare e di selezionare gli aderenti secondo il principio dell’autoselezione e ell’autocontrollo dei prezzi, i soggetti più rappresentativi vanno a formare un Consorzio quale soggetto direttamente dialogante con la committenza ed in grado di inserirsi, per
competitività e qualità, nei mercati internazionali. Inoltre, la nuova emergente figura del soggetto gestore che realizza l’azienda erogatrice di servizi ambientali, ha bisogno di reperire mezzi e personale di adeguato livello per soddisfare le esigenze degli utenti in forma completa ed economica. In via principale il Consorzio si costituisce per soddisfare esigenze di management per la conclusione di progetti in fase di realizzazione, e per accompagnare nuove iniziative lungo tutto il ciclo dell’acqua.Con l’ausilio delle associazioni di categoria il Consorzio può anche acquisire la personalità di soggetto di intervento in fase realizzativa con autonomia imprenditoriale e finanziaria.Il controllo finanziario delle operazioni da parte del consorzio è la condizione fondamentale per garantire l’opera sia negli aspetti negli aspetti tecnici sia nelle funzioni gestionali.

Il percorso finanziario (torna su)

Stante la disponibilità di fondi comunitari e l’impossibilità di accedervi con nuovi progetti che richiedono tempi lunghi, diventa proponibile la normalizzazione dei progetti già presentati o la normalizzazione tecnologica degli impianti esistenti per funzioni di monitoraggio ambientale.
In quest’ottica la regolamentazione dei sistemi e metodi per il monitoraggio, ai sensi dell’art. 5 della legge Galli, possono attivare una serie di piccoli ma numerosi e diffusi interventi coinvolgendo realtà produttive a diverso livello, con conseguenti riflessi in termini di occupazione.
Il circuito finanziario statale viene a definirsi con accantonamenti in conto capitale presso Istituti di Credito ove il gruppo di lavoro fa riferimento e per eventuali anticipazioni e per emanazioni in conto SAL (stato avanzamento lavori).

Torna all'indice