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Premesse
La
Legge Galli
Le
società di gestione
La
fase di normalizzazione
Il
mondo della finanza
Le
libere Associazioni
I
gruppi di lavoro
Il
Consorzio Integrato
Il
percorso finanziario
Premesse
(torna su)
Le profonde modificazioni
che stanno segnando la storia degli anni 90 delineano anche
una diversa partecipazione delle realtà produttive allo sviluppo
economico.
La piccola e media imprenditoria, per il carattere di diffusa presenza
sul territorio e per il ruolo che ha in seno allintero sistema
produttivo, non intende rimanere estranea al riassetto economico
ed istituzionale che caratterizza l attuale fase
evolutiva.
Con la presente proposta viene a concludersi quel percorso propositivo
che l Associazione I.F.A. da qualche anno porta avanti con
serena umiltà.
La
legge Galli (torna su)
Al fine di salvaguardare
la risorsa idrica e di promuoverne la gestione unitaria, il 5 gennaio
94 veniva pubblicata la legge n.36 sulle "disposizioni in materia
di risorse idriche" che, dal nome del relatore viene chiamata
legge Galli.Con questa legge il quadro normativo in materia viene
ad arricchirsi di due nuovi principi:
1. Lacqua
viene considerata nel suo ciclo unitario quale fattore ambientale
destinato alla umana fruizione.
2. L unificazione
delle realtà amministrative abilitate allerogazione
del servizio idrico è una storica,
inderogabile necessità.
Le critiche alla
neonata legge sono venute da più parti, con motivazioni condivisibili
e fondate. Il tentativo di miglioramento però rischierebbe
di avviare un percorso senza fine ed anche senza soluzioni data
la divergenza delle contestazioni.
Il buon senso suggerisce che è invece preferibile adoperarsi
per attuare la legge in quanto tale piuttosto che attendere integrazioni,
anche perché, tutto sommato, la volontà del legislatore
è ben evidente e viene così a riassumersi:
1. Lo Stato, attraverso
autorità istituende o già esistenti, intende mantenere
il controllo sulle risorse idriche e sul
loro utilizzo.
2. La gestione del
servizio idrico viene trasferita a soggetti Gestori, ai quali è
demandato la distribuzione della risorsa
attraverso la riscossione delle tariffe.
Pertanto pare evidente
che quanti hanno mosso critiche alla legge Galli e continuano ad
attendere chiarimenti, sono in realtà impreparati a recepire
il carattere innovativo di una legge che intende trasferire in ambito
privato la gestione del servizio idrico.
Per comprendere i contenuti della legge Galli non basta considerarne
gli effetti immediati ma anche quelli a lungo termine perché
in realtà con essa si va a trasferire le responsabilità
gestionali in materia di acqua dai fatiscenti organismi pubblici
a soggetti di nuova identificazione.La miriade di enti acquedottistici
variamente dislocati sul territorio nazionale costituisce un serio
ostacolo alla gestione unitaria ed alla distribuzione razionale
di un servizio di primaria importanza.
Un frutto acerbo non va giudicato per quello che è ma per
quello che può diventare; la legge Galli se analizzata con
profondità di vedute e con imparzialità di giudizio,
evidenzia contenuti interessanti e può produrre positivi
cambiamenti.
Le
società di gestione
(torna su)
La gestione del
servizio idrico, come delineato nelle legge Galli, può essere
affidata a chiunque è in grado di assicurare un servizio
efficace ed efficiente.
In realtà però il servizio idrico è ancora
in mano o a Municipalizzate o ad Enti Acquedottistici, entità
che soffrono tutte di una sommaria organizzazione interna, conseguenza
di una organizzazione superficiale e di assunzioni clientelari di
personale a modesto livello di professionalità. Questi Enti,
nati per assicurare a tutti i residenti la fornitura di acqua con
aggravio dei costi sulla intera collettività, hanno ormai
esaurito il loro ruolo storico.
La necessità di riorganizzare il sistema idrico per far fronte
alla crescente domanda ed alle limitate disponibilità, fa
nascere l esigenza di creare aziende efficienti gestite con
sistema manageriale.
Ma quanto già esiste non può essere spazzato via.
Il problema vero consiste nel voler trovare la forma più
idonea per trasformare le realtà esistenti in aziende di
moderna concezione.
Il percorso per poter realizzare società miste di gestione
passa attraverso il seguente tracciato:
1. Trasformazione
degli Enti acquedottistici o delle Municipalizzate in SPA pubbliche.
2. Lavoro di programmazione
con progettazione degli interventi e definizione di un programma
economico finalizzato ad una gestione del servizio come prescritto
dalla normativa.
3. Confluenza di
soggetti privati nella S.p.A. pubblica per la formazione di una
società mista pubblico-privata.
4. Costituzione
di società di servizi appaltatrici della manutenzione, e
di ogni altro servizio alla stessa società
di gestione.
La società
mista realizza in proprio il completamento degli impianti, i necessari
ammodernamenti e tutti gli obiettivi programmati per la ottimizzazione
di un servizio efficace ed economico. Il Soggetto Gestore del servizio
idrico diviene anche il
riferimento locale per qualsiasi servizio ambientale, e partecipa
anche a forme integrate di sviluppo per la valorizzazione di tutte
le risorse localmente presenti
utilizzando i finanziamenti europei disponibili.
La
fase di normalizzazione (torna su)
Nellintervallo
in cui la S.p.A. pubblica si prepara a trasformarsi in Soggetto
Gestore con confluenza di capitale privato, si mettono in atto quei
programmi di intervento e le strutture minime necessari ad identificare
gli aspetti tecnici ed economici dellintero ambito di utenza.
Nella fase di normalizzazione vengono a definirsi:
1. Aspetti tecnici
- reperimento della risorsa
- ricerca perdite
- monitoraggio
2. Aspetti gestionali
- formazione del personale
- stima dei consumi
3. Aspetti progettuali
- Definizione degli interventi
- Analisi dei costi
Linsieme delle
operazioni in questa fase sono la condizione primaria per far emergere
in forma trasparente tutti quei parametri tecnici, funzionali ed
economici utili alla confluenza del capitale privato per la costituzione
della società mista la
quale dovrà definire programmi di intervento e gestionali.
Il
mondo della finanza (torna su)
Le realtà
finanziarie si muovono nellambito di settori di competenza
ove, avendo maturato esperienze dirette e disponendo anche di collegamenti
adeguati, ogni intervento viene ad avere carattere di rassicurante
concretezza.
I grandi movimenti passano attraverso le Borse che sono un centro
di confluenza di realtà dissimili e variegate ma tutte con
un unico denominatore: la monetizzazione di fattori economici.
Il flusso che segue questo percorso difficilmente se ne allontana
per andarsi a cercare collocazioni a livello inferiore perché
verrebbe a mancare la necessaria sicurezza negli investimenti. Esiste
anche un flusso parallelo fatto da una miriade di
operatori che muovono complessivamente ingenti masse monetarie e
che hanno un riferimento stabile nel rifugio delle banche ove, temporaneamente
e malvolentieri, fanno ristagnare le proprie risorse in attesa di
immobilizzazioni. La movimentazione guidata di queste disponibilità
finanziarie potrebbe coprire investimenti non tradizionali se si
organizzano strutture affidabili per sicurezza e reddito. La crisi
del settore edile, tra i tanti effetti, ha anche liberato risorse
provvisoriamente impegnate in operazioni di credito a medio termine,
ma pronte a trasferirsi in
ambiti di nuova concezione.Non vanno infine trascurate quelle realtà
abituate a percorsi sotterranei non certo per libera scelta ma per
esigenze di gruppo.
La liberalizzazione degli investimenti in ambito dei servizi civili
può costituire unoccasione per aggregare le risorse
locali in modo indipendente dai gruppi dominanti.
Le
libere Associazioni (torna su)
Venuti a mancare
i riferimenti di ordine personale o di gruppo per accedere alle
occasioni di lavoro, tanti operatori si sono venuti a trovare esuli
in casa propria.
Il tempo trascorso ha chiarito anche ai più ostinati che
le esperienze concluse sono irripetibili. Quelle aziende che possiedono
carattere di efficienza e che hanno anche maturato esperienza di
settore meritano di essere traghettate verso nuove forme di accesso
al lavoro.
Le libere Associazioni possono essere un veicolo.Esse sono entità
in via di costituzione ed in parte già costituite ove ciascuno
spontaneamente confluisce per
procacciarsi opportunità di lavoro. In questa sede il singolo
dichiara le proprie attitudini, capacità, esperienze, prodotti
tecnologici, brevetti, competenze professionali, per accedere allo
specifico mercato.
Questo comporta una nuova cultura del lavoro ove il singolo non
risolve in forma diretta il problema del marketing ma si inserisce
in un pacchetto di prodotti e servizi adeguati alla domanda.
Il moderno marketing infatti è orientato al principio di
soddisfare la domanda in quanto tale senza tentativi di mediazione.
Piccole e medie aziende che non possiedono strutture e capacità
per analizzare le modificazioni del mercato, possono trovare in
seno alle associazioni le direttive utili alle necessarie sterzature.
In buona sostanza le associazioni sono delle tavole rotonde ove
trovano sempre posto quegli operatori che hanno qualcosa di serio
da proporre per inserirsi dignitosamente e convenientemente in un
mondo del lavoro che attraversa una seria fase evolutiva.
Le associazioni a loro volta diventano soggetto di dialogo e di
offerta verso i possibili committenti. Studi e società di
ingegneria, Produttori di materiali,
Operatori di settore, hanno già costituito i loro centri
di riferimento e di promozione facendo ricorso alle libere associazioni.
Tra i gruppi di associati diventa più semplice attivare percorsi
di comune interesse per comporre una collaborazione interprofessionale
e multitecnica.
Attraverso la sottoscrizione di una carta di collaborazione le associazioni
si riconoscono in organismo di enormi potenzialità. Congiuntamente
possono perseguire lobiettivo di:
-
Curare ricerche e studi aventi per oggetto la programmazione, lo
sviluppo, e la gestione di lavori in ambito nazionale ed internazionale
offrendo collaborazione alle P.P.A.A. . Enti e Privati.
- Partecipare alla
creazione di gruppi multitecnici di lavoro.
- Fare
opera promozionale con i committenti pubblici o privati, direttamente
o tramite promoter, per laffidamento di incarichi agli associati.
-
Organizzare dibattiti, convegni e seminari per divulgare lattività
dellassociazione.
- Costituire un
centro servizi informativo ove far confluire dati tecnici ed operativi
della struttura organizzativa e di ogni singolo aderente.
Il CED via Internet
offre ai potenziali committenti un pacchetto di informazioni.
I
gruppi di lavoro (torna su)
La eccessiva specializzazione
sia nel settore industriale sia nellambito delle professioni
ha formato entità di buon livello qualitativo ma tra loro
indipendenti.
I percorsi singolarmente tracciati hanno di fatto creato dei comparti
stagni ove ciascuno trova adeguata soddisfazione ignaro delle condizioni
circostanti.
La capacità produttiva singolarmente espressa, pur di buon
livello, se non attraversata da un management trasversale viene
a risultare spiazzata rispetto al mercato. Il moderno marketing
è infatti orientato a prodotti e servizi "chiavi in
mano" completi e garantiti per le specifiche funzioni.
Per alcuni settori ( industria automobilistica, turismo, servizi
mediali etc.) è stata compiuta una confluenza dei comparti
con operazioni pilotate dai nuclei centrali di assemblaggio ed i
loro prodotti non solo hanno esaurito le specifiche esigenze del
mercato ma hanno anche attivato un nuovo tipo di domanda ove lutente,
completamente disinteressato alla natura delle cose, richiede servizi
completi e puntuali. Per altri settori invece ( sanità, servizi
ambientali, etc.) ove le categorie interessate sono numerose ma
nessuna ha un ruolo prevalente e forte è il contrasto tra
fattori pubblici e privati, la realtà rimane frazionata ed
incapace di organizzarsi
per offrire un qualificato prodotto finale.
La associazione IFA, confortata da concrete esperienze, ha individuato
nei gruppi di lavoro la formula per attivare un nuovo modello di
intervento adeguato alle esigenze del marketing.
I gruppi di lavoro vengono a comporsi tra soggetti in grado di partecipare
in forma congiunta e responsabile a specifici interventi.
Gli esempi di composizione di gruppi organici possono essere molteplici
e diversificati andando a toccare nei casi più semplici il
concorso a gare dappalto o lesecuzione di lavori già
appaltati. Ma possono rientrare nella stessa logica aziende o figure
professionali di nuova compagine. La confluenza congiunta e solidale
del mondo della cultura delle imprese realizzatrici e della tecnologia
oltre che di altre
figure, trasforma la gestione verticistica del lavoro in una collaborazione
circolare dei soggetti costituitisi con i conseguenti vantaggi:
- economicità
degli interventi
- efficienza tecnica e funzionale
- sicurezza finanziaria
- identificazione delle responsabilità
Il
Consorzio Integrato (torna
su)
Per riorganizzare
lintero settore e dotarlo delle strutture tecniche ed amministrative
adeguate alle nuove esigenze, bisogna prima dotarsi di uno schema
di intervento. Sarebbe come dover comporre un mosaico.A riguardo
i problemi sono due:
1. Avere a disposizione
il disegno dellopera. ( il progetto)
2. Selezionare professionisti
e materiali più capaci e convenienti ( gruppo di lavoro)
In ordine al primo
punto va precisato che il progetto non può prescindere dalla
disponibilità delle risorse ambientali e dalle disposizioni
legislative in materia, oltre che da fattori di ordine economico.
Per quanto riguarda il secondo punto invece sono possibili due percorsi:
a. Dallalto
verso il basso (un centro direzionale sceglie i partecipanti)
b. Dal basso verso
lalto (si creano centri di confluenza di personali talenti)
Il consorzio realizzativo
nasce con lobiettivo di accogliere le migliori energie, che
volontariamente si rendono disponibili, di aggregarle in un unico
soggetto, e di trasferirle sul mercato. Il mondo della cultura,
della tecnologia, della realizzazione e
della finanza , se compattati in un unico centro di riferimento
formatosi per spontanea partecipazione, acquisisce carattere di
motivato sinergismo per soddisfare qualsiasi esigenza. Lasciando
alle libere associazioni il compito di vagliare e di selezionare
gli aderenti secondo il principio dellautoselezione e ellautocontrollo
dei prezzi, i soggetti più rappresentativi vanno a formare
un Consorzio quale soggetto direttamente dialogante con la committenza
ed in grado di inserirsi, per
competitività e qualità, nei mercati internazionali.
Inoltre, la nuova emergente figura del soggetto gestore che realizza
lazienda erogatrice di servizi ambientali, ha bisogno di reperire
mezzi e personale di adeguato livello per soddisfare le esigenze
degli utenti in forma completa ed economica. In via principale il
Consorzio si costituisce per soddisfare esigenze di management per
la conclusione di progetti in fase di realizzazione, e per accompagnare
nuove iniziative lungo tutto il ciclo dellacqua.Con lausilio
delle associazioni di categoria il Consorzio può anche acquisire
la personalità di soggetto di intervento in fase realizzativa
con autonomia imprenditoriale e finanziaria.Il controllo finanziario
delle operazioni da parte del consorzio è la condizione fondamentale
per garantire lopera sia negli aspetti negli aspetti tecnici
sia nelle funzioni gestionali.
Il
percorso finanziario (torna su)
Stante la disponibilità
di fondi comunitari e limpossibilità di accedervi con
nuovi progetti che richiedono tempi lunghi, diventa proponibile
la normalizzazione dei progetti già presentati o la normalizzazione
tecnologica degli impianti esistenti per funzioni di monitoraggio
ambientale.
In questottica la regolamentazione dei sistemi e metodi per
il monitoraggio, ai sensi dellart. 5 della legge Galli, possono
attivare una serie di piccoli ma numerosi e diffusi interventi coinvolgendo
realtà produttive a diverso livello, con conseguenti riflessi
in termini di occupazione.
Il circuito finanziario statale viene a definirsi con accantonamenti
in conto capitale presso Istituti di Credito ove il gruppo di lavoro
fa riferimento e per eventuali anticipazioni e per emanazioni in
conto SAL (stato avanzamento lavori).

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